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LAVARONE. Un incendio doloso, sette mesi fa, aveva distrutto il Drago Vaia di Lavarone. Fra legni bruciati, uno aveva la forma di un uovo. Ecco quel particolare pezzo venerdì scorso è stato bruciato (questa volta solo per raccontare una storia e non per vandalizzare l'opera) e da quelle fiamme è simbolicamente nata la nuova scultura che sarà realizzata sempre da Marco Martalar che tornerà a dominare il paese dall'alto.
La spiegazione di quello che è successo è affidata alla pagina Facebook del Drago Vaia: «Finalmente mi sono liberato, è dalla notte dei tempi che non si schiudeva un uovo di drago sulla terra. Oggi si è sprigionata nuovamente la nostra energia, una vera magia. Noi Draghi aspettavamo questo evento da molto tempo, una nuova rinascita. Come tutti i piccoli di drago, sono fuggito alla ricerca di un luogo sicuro per crescere e fortificarmi. Come tutte le creature tornerò al luogo natio».
A confermare il tutto, il sindaco di Lavarone, Isacco Corradi. «Per l'estate a Magrè tornerà un'opera di Martalar. Cosa sarà, non posso anticiparlo, ma quello che è certo è che ci sarà».
L'incendio della scultura realizzata con i pezzi degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia era avvenuto la sera del 22 dicembre. Pochi dubbi sull'origine dolosa del rogo anche se per ora le indagini non hanno portato a dare un nome e un volto all'autore - o agli autori - del gesto.
«Non avrei mai pensato che qualcuno potesse fare un atto del genere. È una cosa un po' triste a livello umano» commentava lo scultore camminando sulle ceneri di quello che fu il suo drago. Ma ora è certo: a meno di un anno dalla distruzione, un'altra opera tornerà a dominare Lavarone.


