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LAVARONE. Proseguono senza sosta le ricerche del giovane diciassettenne Willy N’Guettia, originario della Costa d’Avorio e abitante a Lonigo, in provincia di Vicenza, scomparso nelle acque del lago di Lavarone nel pomeriggio di martedì.
Sulle rive del lago, assistiti dal personale della Croce rossa e della Protezione civile, i genitori del ragazzo, accorsi a Lavarone appena ricevuta la drammatica notizia.
La famiglia era arrivata poco più di un anno fa dalla Costa d’Avorio: padre, madre e quattro figli.
Willy N’Guettia, diciassette anni, era il secondo, dopo suo fratello Christ N’Guettia, il maggiore di diciotto anni, che era con lui sul pedalò martedì, nella tragica gita sul lago di Lavarone.
I genitori (nella foto) sono arrivati a Lavarone già martedì sera e sono sul posto anche oggi, 11 agosto, in grande angoscia, senza poter fare nulla per salvare il loro ragazzo, mentre si scandaglia il fondo del lago.
La famiglia N’Guettia si stava integrando bene a Lonigo, cittadina di 15 mila abitanti della provincia di Vicenza, dove la presenza di stranieri è piuttosto elevata: molti sono lì per lavorare nel distretto delle concerie di Arzignano, 600 aziende, più di undicimila lavoratori e lavoratrici nella filiera della pelle.
Ora questo dramma improvviso, l'ansia e un dolore infinito.
I vigili del fuoco permanenti di Trento, operativi fin da subito insieme ai vigili volontari di Lavarone e Calceranica, hanno portato sul luogo della disgrazia nuovi mezzi per scandagliare in maniera più accurata i fondali del lago. In acqua è stato calato una specie di robot, con sonar e telecamera, che viene manovrato da remoto grazie ad una postazione fissa posta sulle rive del lago. Un ulteriore tentativo per intensificare con l’uso di mezzi tecnologici un lavoro che si presenta particolarmente impegnativo e difficile.
Le acque del bacino lacustre non permettono una buona visibilità, a venti-trenta centimetri dal velo di superficie è quasi impossibile vedere.


