Diventa amico dell'anziano e si fa intestare l'eredità: la denuncia partita dalla nipote del 90enne
Un uomo è finito a processo per circonvenzione di incapace dopo la denuncia della nipote ai carabinieri. Il nonnino aveva nominato suo erede universale un conoscente ma l'affetto tra i due è emerso solo in dibattimento
ROVERETO. Avrebbe approfittato di una persona anziana che viveva solo per farsi intestare tutti i suoi beni. Un uomo (T.P. di 65 anni) è finito a processo con l'accusa di circonvenzione di incapace. A trascinarlo in aula è stata la nipote dell'anziano dopo che proprio lo zio si era confidato con lei rivelandole di aver commesso uno sbaglio e di essersi fidato di un amico che tale, evidentemente, non era.
La donna ha così sporto denuncia ai carabinieri che hanno avviato le indagini scoprendo che il testamento olografo depositato dal notaio Poma di Rovereto riconosceva come erede universale proprio l'imputato ma, oltre a ricevere tutti i beni al momento del decesso, risultavano pure cessioni di soldi e gioielli. La questione della presunta omosessualità dei due, però, era sconosciuta o, meglio, non c'entrava con il fascicolo istruito dalla procura ma è un elemento uscito proprio durante il dibattimento.
A darla in pasto alla causa è stata una testimone dell'accusa, una signora che, in un certo senso, accudiva l'anziano (all'epoca dei fatti aveva 86 anni abitava in una frazione montana, oggi ne ha 90 e vive in un alloggio protetto). La donna gli teneva compagnia e riassettava la casa mentre ai pasti ci pensava la Comunità della Vallagarina. Un bel giorno, però, l'atteggiamento affettuoso del nonnino sarebbe cambiato a causa, ha sostenuto la testimone, dell'arrivo di quest'altro amico. Il cui numero, sul cellulare, era memorizzato come «Amore».
Alla richiesta, divertita, di spiegazione l'anziano si è irrigidito. E qui, in tribunale appunto, emerge il dettaglio non finito nell'inchiesta. Tanto che il giudice Fabio Peloso ha chiesto spiegazioni e la teste, visibilmente imbarazzata, ha confermato che in paese circolavano voci e, dopo insistenza, ha detto che in effetti l'uomo aveva un compagno in passato che poi era deceduto.
Niente di cui vergognarsi, ci mancherebbe altro, ma questa potrebbe essere la molla che ha spinto l'improvvisato amico a provare ad approfittare della situazione guadagnando la fiducia e l'affetto dell'anziano e facendosi intestare l'utilitaria di proprietà, provando a farsi regalare una minicar, ricevendo in dono alcuni gioielli e, alla fine, facendosi dichiarare suo erede universale con tanto di testamento depositato presso un notaio.
Per questo la difesa ha chiesto di poter citare come testimone l'ex moglie dell'imputato, proprio per accertare questo aspetto emerso solo in udienza che potrebbe rivelare una storia diversa. Il giudice, però, ha ammesso solo la richiesta di ascoltare la parte offesa, l'anziano. A patto che sia in grado di testimoniare. Ed è quanto dovrà stabilire lo psichiatra Eraldo Mancioppi. Nessun altro teste è stato ammesso ma sono stati sequestrati i conti correnti.