Truffa da 5 mila euro a un pensionato

Coppia spillava soldi: «Bimbo malato». La polizia interviene e recupera parte dei soldi: la procura sequestra tremila euro

di Chiara Zomer

Cinquemila euro. Tanto rischiava di costare, ad un pensionato lagarino, il raggiro messo in atto da una coppia di rumeni. Una storia lacrimevole, un bambino da curare, una coppia con pochi scrupoli ma dotata di talento recitativo e un pensionato dall'animo gentile che davanti alla sofferenza altrui cerca di aiutare. Questi gli ingredienti di una truffa messa in atto qualche settimana fa e sventata dalla polizia. Ora i due rumeni sono spariti, mentre in procura avanza il fascicolo a loro nome. Ma i soldi, quelli almeno, sono stati trovati: il pm Valerio Davico ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di tremila euro. Non tutta la somma versata dal pensionato lagarino, insomma, ma una buona fetta. Il che significa che grazie all'intervento tempestivo di famiglia e forze dell'ordine il pensionato ha buone probabilità, alla fine del procedimento penale, di vedere i suoi soldi.

La vicenda risale alla fine di dicembre. L'uomo, un pensionato lagarino che vive un momento di difficoltà, ha pagato il fatto di essere una persona mite e altruista, soprattutto. Un giorno viene avvicinato da un uomo di 28 anni che attacca bottone. Era gentile, sembrava simpatico. Ma soprattutto sembrava molto preoccupato. Ha raccontato di essere polacco, di avere dei problemi familiari gravi, di avere un bimbo che aveva bisogno di cure. L'ha raccontata bene, insomma. bene abbastanza che il pensionato è andato al bancomat e ha prelevato 400 euro, che poi gli ha consegnato. Lui non sapeva che sarebbe stato l'inizio di un raggiro da migliaia di euro.

Il pensionato non ha raccontato nulla a nessuno. Fatta la sua buona azione, se n'è stato zitto. Così come non ha raccontato a nessuno di quando, pochi giorni più tardi, il presunto bisognoso gli si è avvicinato una seconda volta, ma in questo caso non era solo. Con lui c'era una giovane donna, 26 anni. Ha detto di essere la moglie, ha spiegato pure lei il gran bisogno che avevano di soldi, per aiutare il loro figlioletto in tenera età. E l'uomo ci ha creduto. Altro giro al bancomat, altro prelievo, altra donazione, stavolta superiore ai 1300 euro. I due uomini a quel punto si sono scambiati il numero di telefono, il pensionato deve aver pensato che era giusto aiutare una famiglia in difficoltà. Il fatto che dessero il loro numero di telefono e che poi si sentissero regolarmente deve avergli fatto credere che non poteva essere un raggiro: in caso di truffe, di solito, i malviventi intascano il denaro e spariscono, non continuano una relazione amicale. Ma i due - che si è scoperto poi polacchi non erano, ma rumeni - non erano spariti per un unico motivo: volevano spillare più denaro. E ce l'hanno fatta. L'uomo ha effettuato un terzo prelievo, dando loro i soldi, facendo intascare ai due altri 1.400 euro che la coppia - dettaglio pensato per instillare tenerezza - custodivano in un calzino da bimbo.

A salvare il pensionato ci ha pensato la famiglia: resisi conto dei prelievi, hanno contattato la polizia. Che si è mossa in fretta: seguendo il pensionato, hanno intercettato un nuovo incontro tra lui e la coppia. Hanno atteso una nuova dazione di denaro - pure qui, oltre il migliaio di euro - e sono intervenuti. Requisiti i soldi - non tutti: con sé avevano solo 3000 euro, gli altri erano già stati spesi - hanno denunciato i due per truffa e, visto il momento delicato che stava vivendo il pensionato, circonvenzione d'incapace.

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