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L'amaro boccone per Mori:

la gestione dell'hospice

all'Azienda Sanitaria

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Da domani l’Azienda provinciale per i servizi sanitari riprende ad inviare i pazienti che necessitano di cure palliative all’hospice «Amedeo Bettini» di Mori, gestito dall’Azienda per i servizi alla persona «Cesare Benedetti». È stato infatti firmato lo scorso 14 agosto - informa una nota dell’Azienda sanitaria - l’accordo contrattuale tra Apss e Apsp che ha permesso di risolvere le criticità sorte negli ultimi mesi.

In base all’accordo - prosegue la nota - l’assistenza medica all’interno dell’hospice viene garantita direttamente dall’Azienda sanitaria, così come già avviene negli altri hospice trentini. L’Apss può comunque avvalersi di medici messi a disposizione dalla struttura di Mori. I nove posti letto messi a disposizione dall’hospice torneranno quindi ad essere pienamente disponibili per le persone affette da malattie progressive e non guaribili che necessitano di assistenza sanitaria.

E’ la fine di una dura battaglia che la struttura di Mori ha combattuto per la propria autonomia. Ma alla fine la casa di riposo di Mori ha dovuto cedere sulla gestione dell’hospice: per ritornare ad accogliere pazienti dopo lo stop di luglio, ha dovuto firmare l’accordo contrattuale alle condizioni imposte dall’Azienda sanitaria, ovvero che la gestione clinica sia in capo all’Apss stessa.

«Per chiarezza - sottolineavano i vertici dell’Apsp Benedetti di Mori - l’organismo tecnicamente accreditante, ovvero coloro che certificano i requisiti della struttura per erogare il servizio, aveva disposto che la struttura poteva essere accreditata nel momento in cui fosse in grado di garantire la reperibilità attiva dalle 8 alle 20, 7 giorni su 7, e una rintracciabilità telefonica dalle 2 alle 8. L’Apsp Benedetti si era mossa in tal senso individuando altri due medici con i requisiti prescritti dalla normativa vigente, che garantissero il servizio immediatamente, e il 5 agosto ha comunicato al dipartimento salute e politiche sociali l’adempimento alla prescrizione. Nonostante ciò il diniego».

Parole amare dopo l’ottimismo seguito agli incontri con il presidente della Provincia Maurizio Fugatti e l’assessore alla sanità Stefania Segnana che pareva avrebbe portato ad una soluzione di compromesso più vicina alle posizioni della struttura moriana. Il problema dell’hospice di Mori è arrivato al momento del rinnovo dell’accreditamento con l’azienda sanitaria: se, infatti, l’invio di pazienti agli hospice provinciali è sempre gestito dall’azienda sanitaria, la situazione sulla gestione clinica non è omogenea nelle tre strutture presenti sul territorio provinciale: nel caso di Mori l’accordo siglato prevedeva che le risorse mediche fossero quelle della casa di riposo. Una delibera provinciale stabilisce però il contrario, ovvero la totale gestione in capo all’azienda sanitaria. Da qui il problema sul rinnovo del contratto: per l’azienda sanitaria Mori avrebbe dovuto adeguarsi e cedere la gestione clinica, per l’Apsp Benedetti invece le condizioni con le quali era nata la struttura, che ha una forte impronta territoriale, non dovevano cambiare. Dopo il blocco nell’invio dei pazienti, l’Apsp moriana ha dovuto cedere.

«Due giorni fa la doccia gelata - spiegava un mese fa il presidente dell’Apsp di Mori Gianmario Gazzi - ci è stato risposto che non si ritiene di accettare la soluzione dell’Apsp Benedetti in quanto la governance clinica deve essere di Apss. Per responsabilità e per garantire l’accesso a tutte le persone che ne hanno bisogno ci siamo visti costretti a firmare l’accordo che abbiamo più volte cercato di migliorare. Continueremo a lavorare per migliorare non solo il servizio, ma soprattutto a vigilare perché le persone accolte, e i loro cari, siano al centro di tutto».

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