Proprio nel fine settimana, sulla pagina Facebook "Trento Strana", si è accesa una vivace discussione (65 commenti) generata da un “post” di Dafne Tosi, la quale ha pubblicato una fotografia di questo sensore rotondo fissato a terra in un marciapiede di via Cauriol. E chiedendo: chi lo sa a cosa serve?
Come sempre suFacebook, si è scatenata la bagarre, con qualche commento sensato, e anche i soliti commenti qualunquisti e stipidi («il solito progetto inutile e i politici ci mangiano»). Ma resta la curiosità: che cosa sono e a cosa servono? Proprio oggi – forse perché anche Ianeselli compulsa Facebook – il Comune si è affrettato a fare un comunicato stampa: si tratta del progetto «Scale», progetto europeo per rendere più sicura la mobilità.
Palazzo Thun spiega che «Grazie a una rete di sensori urbani, sarà segnalata la presenza di pedoni in corrispondenza di 45 semafori e assicurata la priorità a trasporto pubblico; ma addirittura anche «la formazione di ghiaccio su alcune strade, in modo da programmare il passaggio dei mezzi spargi sale».
Quindi: «Si chiama Scale (Strengthening C-ITS adoption and lining-up across Europe) il progetto europeo che mira a migliorare la sicurezza stradale grazie alla realizzazione di una rete di sensori urbani in grado di raccogliere informazioni e di fornire servizi alla mobilità.
La raccolta dei dati si riferisce a tre ambiti distinti: il controllo del funzionamento in tempo reale di 45 impianti semaforici esistenti, il monitoraggio della formazione di ghiaccio su strada in quattro distinti siti e il monitoraggio dello stato di occupazione degli stalli di sosta a pagamento su strada, nella zona urbana a sud del torrente Fersina, su 260 stalli. Quest’ultimo intervento completa la posa dei sensori previsti dal progetto europeo C-Roads Italy, che escludeva proprio la zona dell’Oltrefersina.
Il progetto Scale migliorerà la sicurezza stradale rendendo disponibili una serie di informazioni in corrispondenza degli impianti semaforici interessati dagli interventi. Sarà segnalata infatti la “presenza di pedone” sulle strisce pedonali e ottimizzata la velocità di servizio del trasporto pubblico grazie all’implementazione della priorità semaforica per gli autobus.
Ci saranno benefici anche per la sicurezza stradale nel periodo invernale grazie alla migliore programmazione degli interventi di mezzi spargisale resa possibile dalle informazioni in tempo reale di “possibile formazione di ghiaccio”. Un ulteriore beneficio deriverà dalla riduzione dell’inquinamento ambientale con la riduzione del traffico parassitario legato alla ricerca degli stalli liberi di sosta su strada».
Infine, la durata e i costi: «Il progetto durerà 4 anni e 4 mesi con inizio previsto l'1 settembre 2024 e conclusione al 31 dicembre 2028. Costerà 1 milione e 100 mila euro di cui la metà finanziati dall’Unione europea».
Siccome su Facebook nel gruppo “Trento Strana” ci sono tanti esperti di traffico e parcheggi, qualcuno ha confuso i sensori del progetto Scale con un altro progetto del 2021: il progetto europeo C-Roads Italy 2 del quale il Comune di Trento è partner.
Il primo punta a ridurre i tempi di percorrenza del trasporto pubblico mediante l’assegnazione della priorità semaforica ai mezzi urbani ed extraurbani.
Saranno inoltre resi disponibili i dati utili quali il tempo di attesa per il verde e l’indicazione della velocità consigliata. Il sistema, secondo quanto spiegato durante la conferenza stampa di oggi, 11 gennaio, da Bruno Delaiti del Servizio comunale di opere di urbanizzazione primaria, interesserà 12 semafori, distribuiti tra piazza Centa e via Brennero. Il costo dell’intervento è di 258.640 euro, mentre i lavori dureranno 560 giorni.
Il secondo intervento invece riguarderà l’installazione di sensori di rilevamento occupazione di alcuni parcheggi blu. Il sistema permetterà di rilevare in tempo reale lo stato dello stallo in modo da ridurre il traffico parassitario nel centro.
Il sistema sarà costituito da sensori di parcheggio posati nell’asfalto (sotto il manto stradale o a raso), atti al rilevamento automatico in tempo reale della presenza di un veicolo in stazionamento su uno stallo tramite tecnologia almeno di tipo magnetico.
Il funzionamento dei sensori sarà garantito 24 ore su 24 in qualsiasi condizione ambientale e meteorologica, senza degrado significativo di funzionalità. Il costo dell’intervento è di 266.309 euro e sarà eseguito in 210 giorni naturali e consecutivi a partire dal mese di settembre.
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