TRENTO. L'auto intestata alla donna era passata con il "rosso". Le implacabili telecamere di via Brennero e di via Bolzano hanno ripreso la targa: multa di 167 euro (il minimo previsto dal Codice della strada, con il massimo di 665 euro) con decurtazione di 6 punti dalla patente. Ma la sanzione non è mai stata pagata. «Era in buona fede» ha sancito il giudice, accogliendo il ricorso della proprietaria della vettura. La donna è stata "graziata" solo in parte: non avrà penali, ma dovrà comunque pagare la multa.
Due sono stati verbali che la polizia locale aveva inviato all'automobilista, il primo via Pec relativo al passaggio con semaforo rosso avvenuto nel dicembre 2024, il secondo sei mesi dopo, per mancata risposta all'invito di fornire dati personali e patente di guida della persona che conduceva la vettura. La donna, nel ricorso, ha dimostrato di non aver ricevuto alcuna comunicazione della prima contestazione, dato che la Pec a cui era stato inviato il verbale era legata all'ambito professionale e non è più in funzione.
Ha spiegato che proprio in quel periodo lei aveva cessato il lavoro e comunicato all'Ordine professionale di appartenenza sia la cancellazione dall'albo, sia la dismissione della casella di posta elettronica certificata. La donna ha chiesto al giudice non la cancellazione della multa, ma l'archiviazione del secondo verbale e la remissione dei termini sia per il pagamento della sanzione che per la trasmissione dei dati della persona che era alla guida.
Il giudice ha accolto il ricorso: «Cessata la professione, la ricorrente riteneva in buona fede che anche il suo indirizzo di posta elettronica fosse stato tempestivamente chiuso nel dicembre 2024 o nei primi giorni di gennaio 2025 - viene spiegato nella sentenza - La buona fede è provata dai documenti prodotti agli atti di causa, inerenti allo scambio di corrispondenza della ricorrente con l'Ordine professionale di appartenenza, in particolare della lettera trasmessa via Pec, della segreteria dell'Ordine in cui è scritto: "le ricordo che a gennaio 2025, diamo disdetta della sua casella Pec"». La sanzione è stata calcolata in 120,70 euro, tenendo conto della riduzione del 30% se il pagamento avviene entro cinque giorni dalla (rinnovata) notifica.
Trento, multa per essere passata con il semaforo rosso mai vista: il giudice riconosce la buona fede
La proprietaria dell’auto aveva lasciato il lavoro e dismesso la casella di posta certificata usata per le notifiche. Decisivi i documenti presentati in tribunale, che hanno portato all’annullamento del secondo verbale e alla riapertura dei termini di pagamento
13 maggio 2026 • 19:02

