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TRENTO. Il consiglio comunale ha approvato con 23 voti favorevoli, 13 contrari e un non votante l'ordine del giorno presentato dal consigliere Nicola Serra (PD-PSI), che impegna il sindaco e la giunta a reperire nel 2026 risorse adeguate per la realizzazione dei progetti definitivi delle zone 30 e del progetto "Strade da vivere", a valle della sperimentazione già avvenuta e del confronto con le circoscrizioni.
Serra ha aperto il dibattito inquadrando la sicurezza stradale come un'emergenza globale: 1,2 milioni di vittime ogni anno nel mondo, più delle guerre, con due morti al giorno in Italia e il 75% dei decessi nei centri urbani. «Non è una crociata contro l'auto», ha detto, «è la constatazione che tutti siamo pedoni - anche chi scende dalla macchina e raggiunge a piedi la sua destinazione». L'assessore Michele Brugnara ha espresso il sostegno della giunta ricordando i 170 pedoni deceduti in scontri stradali in Italia nel solo 2026: «Non facciamo guerra alle auto, chiediamo che circolino con rispetto dei più fragili, degli anziani, dei bambini». Il centrodestra si è opposto, contestando sia i numeri che l'impostazione politica. Daniele Demattè (FdI) ha accusato la giunta di fare guerra al trasporto privato, chiedendo invece interventi mirati come un attraversamento pedonale in piazza Vicenza: «Sarebbe bellissimo arrivare a vittime zero da incidenti stradali, ma ogni anno cento persone muoiono cadendo dalle scale: bandiamo le scale?». Marco Sembenotti (FdI) ha riflettuto sui dati: «Gli incidenti stradali sono lo 0,5% dei morti quotidiani in Italia, non sono i numeri di un'emergenza. La causa principale non è la velocità, ma la distrazione, ad esempio dal cellulare».
Giuseppe Urbani (FdI) ha respinto la narrazione della giunta: «Per giustificare le scelte ideologiche si parla dei morti di guerra. Non ci stiamo all'equazione morti sulle strade uguale colpa di chi usa l'auto, magari per portare i bambini a scuola». Devid Moranduzzo (Lega) ha sollevato il tema dell'inquinamento sostenendo che limitare la velocità aumenta il traffico in stop and go, tema ripreso da Loris Ioriatti, e ha puntato il dito contro i rischi dei «monopattini che vanno più veloci dei 30 all'ora e bici elettriche guidate con il telefono in mano».
Critiche sono arrivate da Giulia Bortolotti (Onda), che pur dicendosi favorevole alle zone 30 ha avvertito che esse vanno fatte «con intelligenza, non per poter dire di averle fatte», e ha allargato il tema al trasporto pubblico denunciando corse saltate e obliteratrici in avaria. Andrea Demarchi di Prima Trento, favorevole all'odg, ha osservato che in città «non si va mai oltre i 30 all'ora comunque» e che la priorità dovrebbe essere l'educazione stradale. A margine della seduta, il presidente della commissione Bilancio Antonio De Leo (consigliere per Forza Italia) ha espresso soddisfazione per la rielezione del Collegio dei Revisori dei Conti, composto dalla dottoressa Lucia Corradini, dalla dottoressa Chiara Gentil e dal dottor Stefano Osele, eletto presidente del collegio. Fa.Pe.


