TRENTO. La questione salariale torna al centro del confronto sul futuro della scuola trentina. La Flc Cgil chiede alla Provincia di mettere sul tavolo risorse adeguate per migliorare le retribuzioni del personale e riaprire la parte economica del contratto, denunciando il peso dell’inflazione e l’aumento del costo della vita. A esprimere la posizione del sindacato è il segretario generale Raffaele Meo, che legge la mobilitazione in corso come il segnale di una categoria sempre più consapevole dei propri diritti e determinata a farli valere.

«Vivo questo momento di fermento, di confronto all’interno dei luoghi di lavoro, di assemblee e approfondimento degli strumenti contrattuali come una fase emozionante di rafforzamento della coscienza di categoria», scrive Meo. Per il sindacalista, la protesta del personale scolastico non è una forma di contrapposizione fine a sé stessa, ma una rivendicazione legittima che punta a ottenere condizioni economiche e giuridiche più eque. Da qui la critica a chi, secondo il segretario, tende a presentare le iniziative dei lavoratori come una forma di ricatto o a ridimensionarne la portata.

La Flc Cgil rivendica un ruolo di supporto alle richieste espresse direttamente dal personale. «Concepiamo il sindacato come un medium, un’organizzazione al servizio di una categoria di lavoratori e lavoratrici», afferma Meo, sottolineando la necessità di esercitare una pressione sulle istituzioni affinché le risorse pubbliche siano distribuite secondo criteri di maggiore equità.

Al centro della vertenza ci sono gli stipendi, ma anche le condizioni concrete in cui lavorano e vivono insegnanti e personale scolastico. Il sindacato richiama l’aumento dei costi dell’abitare, dell’energia e dei beni di consumo, insieme alle crescenti difficoltà nel risparmiare e nel far quadrare i bilanci familiari. Temi che, secondo Meo, sono emersi con forza nelle assemblee organizzate lo scorso autunno in tutte le scuole del Trentino.

Da quel confronto è nata anche la volontà di approfondire quanto accaduto in Alto Adige, dove la mobilitazione sindacale ha portato a risultati sul fronte salariale. La Flc Cgil trentina si è confrontata con le organizzazioni omologhe di Bolzano e ha poi condiviso le esperienze raccolte in quattro assemblee provinciali rivolte al personale scolastico. Un percorso che, nella lettura di Meo, ha consolidato la richiesta di riportare il salario al centro dell’agenda politica.

Nel mirino del segretario generale c’è anche il recente incontro a porte chiuse tra l’assessora provinciale competente e la Cisl, in vista della prossima manovra finanziaria. Meo contesta l’ipotesi che il confronto possa tradursi in una reale apertura sul finanziamento della contrattazione, ricordando che, a suo giudizio, negli ultimi anni non sarebbero arrivati segnali concreti in questa direzione.

«Questa sarebbe davvero una notizia», osserva, riferendosi alla possibilità che vengano stanziate risorse per intervenire sui salari e sulla parte normativa del contratto. Il sindacalista evidenzia infatti che gli ultimi due accordi economici avrebbero coperto soltanto in parte l’inflazione del triennio precedente, mentre la trattativa sulla componente giuridica procede, secondo la sua valutazione, senza finanziamenti dedicati.

La parte normativa, ricorda Meo, non riguarda soltanto aspetti formali: comprende questioni come l’orario di lavoro, i diritti, la conciliazione tra vita professionale e privata e il welfare. Ambiti che, per essere migliorati, richiedono a suo avviso risorse economiche e una precisa volontà politica.

Da qui la critica alla maggioranza provinciale, accusata di non aver delineato un progetto sufficientemente chiaro per la scuola e di non aver considerato con la necessaria priorità il problema delle retribuzioni. «La disponibilità al dialogo senza una reale disponibilità ad accogliere proposte cogenti e a stanziare risorse finanziarie adeguate si riduce a uno sterile esercizio di stile», afferma il segretario.

La posizione della Flc Cgil resta comunque legata agli sviluppi del confronto istituzionale. Meo riconosce che un eventuale risultato positivo dell’incontro con la Cisl rappresenterebbe un passo avanti, attribuendo però alla mobilitazione del personale un ruolo decisivo nel determinare eventuali aperture. In caso contrario, avverte, il sindacato continuerà sulla strada della protesta e punta a intensificarla.

La partita si sposta ora sulle scelte finanziarie della Provincia. Per la Flc Cgil, il banco di prova sarà la capacità di trasformare il confronto in impegni concreti, con risorse sufficienti a intervenire sui salari e sulle condizioni di lavoro del personale scolastico trentino.