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TRENTO. Ventiquattro ore di sciopero per chiedere salari più alti, maggiore tutela del potere d'acquisto, investimenti nella sanità e nell'istruzione pubblica e un sistema fiscale più equo. La Cgil ha proclamato per venerdì 20 novembre uno sciopero generale nazionale che coinvolgerà le lavoratrici e i lavoratori di tutti i settori, pubblici e privati. Anche il Trentino sarà interessato dalla mobilitazione, con una manifestazione regionale in programma a Trento.
L'iniziativa, dal titolo «Il futuro è adesso», è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il segretario generale della Cgil del Trentino, Andrea Grosselli, e il segretario organizzativo della Cgil Agb, Josef Lazzari. Il corteo prenderà il via alle 9 da via Verdi, dove è previsto il concentramento, per poi attraversare le strade del centro storico.
La protesta nasce dalla contrarietà del sindacato alle politiche economiche e sociali del Governo Meloni e punta a riportare al centro del dibattito le difficoltà di lavoratori e pensionati. Secondo la Cgil, l'aumento del costo della vita, i rincari energetici e la perdita di potere d'acquisto stanno aggravando una situazione già segnata da precarietà e disuguaglianze.
Salari e pensioni sono tra i principali temi della mobilitazione. Il sindacato chiede di sostenere i rinnovi dei contratti collettivi, sia pubblici sia privati, affinché non si limitino a recuperare l'inflazione, ma consentano un effettivo aumento delle retribuzioni. Viene inoltre sollecitata una piena rivalutazione delle pensioni.
A sottolineare le difficoltà legate al costo della vita è stato Josef Lazzari, che ha richiamato in particolare la situazione dell'Alto Adige, dove i prezzi sono tra i più elevati d'Italia. Nonostante livelli retributivi mediamente superiori a quelli di altre regioni, restano comparti, come quello dei multiservizi, nei quali gli stipendi non consentono di arrivare a fine mese. Una condizione che, secondo il sindacalista, evidenzia la necessità di una distribuzione più equa della ricchezza prodotta.
Un altro punto centrale riguarda il sistema fiscale. Il segretario generale della Cgil trentina Andrea Grosselli ha criticato l'attuale impostazione della riforma fiscale, sostenendo che il carico tributario continui a pesare soprattutto su lavoratori dipendenti e pensionati. Nel mirino anche il fiscal drag, il meccanismo per cui gli aumenti nominali degli stipendi, introdotti per compensare l'inflazione, possono determinare un maggiore prelievo fiscale, riducendo il beneficio effettivo in busta paga.
La richiesta è quella di un cambiamento che alleggerisca la pressione fiscale su dipendenti e pensionati e coinvolga maggiormente rendite e patrimoni immobiliari. La Cgil sollecita inoltre la restituzione delle somme sottratte attraverso il drenaggio fiscale, l'adeguamento dell'Irpef all'inflazione e un contrasto più efficace all'evasione.
Tra le questioni sollevate ci sono anche le prospettive delle nuove generazioni. Per il sindacato servono politiche capaci di garantire il diritto allo studio, facilitare l'accesso alla casa e contrastare la precarietà lavorativa. Una condizione che, secondo la Cgil, non riguarda soltanto la stabilità economica, ma anche la possibilità per i giovani di costruire un progetto di vita autonomo.
La mobilitazione comprende inoltre la richiesta di maggiori risorse per sanità, scuola e servizi pubblici, considerati fondamentali per garantire i diritti alla cura e all'istruzione. Il sindacato chiede di privilegiare gli investimenti nelle politiche sociali e nella qualità della vita rispetto all'incremento delle spese militari. Nel documento trovano spazio anche la sicurezza sul lavoro, il contrasto al caporalato e allo sfruttamento, le politiche industriali e l'integrazione dei lavoratori migranti.


