TRENTO. Terzo round nella querelle tra Onda e il sindaco Franco Ianeselli. Tutto era iniziato a inizio luglio, quando le consigliere comunali di Onda Giulia Bortolotti e Alessia Tarter avevano sollevato il tema dei video pubblicati sui canali social del primo cittadino.

Il sindaco aver risposto e spiegato, ma la questione non si è risolta perché poi, a fine luglio, le consigliere sono tornate alla carica, con l'obiettivo di approfondire e ampliare il tema, chiedendo conto al sindaco dei costi, degli incarichi, dei ruoli del suo ufficio di gabinetto, e parlando di «grandeur d'altri tempi».

Anche in questo caso Ianeselli ha risposto, con una nota, fornendo (parte) degli elementi, ma non rinunciando a togliersi qualche sassolino dalle scarpe, andando a sua volta all'attacco di Bortolotti e Tarter.

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Tutto finito? Nemmeno per sogno, perché - come accennato - ieri c'è stato il terzo round. Prima, la mattina, la conferenza stampa convocata da Onda: al tavolo non le due consigliere, ma i vertici più istituzionali del partito, ovvero il vicepresidente di Onda Giovanni "Johnny" Perugini e il componente del direttivo Andrea Mecenero.

«Abbiamo atteso qualche giorno per replicare ufficialmente, come partito, al sindaco. Non volevamo che la nostra fosse una reazione stizzita, ma una presa di posizione frutto di una riflessione e segnale di maturità politica. E non vogliamo certo "difendere" le nostre due consigliere, per il semplice fatto che non ne hanno alcun bisogno. Siamo qui, invece, per censurare fermamente un attacco fuori scala e totalmente fuori contesto ricevuto da Onda. Ribadiamo che la terzietà è importante, che le domande che poniamo sono lecite e che le regole del gioco democratico valgono per tutti. Come Onda non ci faremo certo intimidire dalle minacce di querela e continueremo a fare il nostro lavoro per la città».

A non piacere a Onda sono stati i toni e la forma della risposta di Ianeselli. Una riposta politica, quando invece avrebbe dovuto limitarsi a fornire dati e numeri richiesti, senza andare poi all'attacco di chi aveva legittimamente posto una questione. Conferenza chiusa alle 11.45, giusto il tempo di pranzare e, per i siti web, di pubblicare il nuovo comunicato di Onda, ed ecco arrivare alle 14.15 un'altra nota di replica del Comune.

«In relazione ai comunicati diffusi oggi da Onda», spiega l'amministrazione, «si ribadisce che, come già scritto in precedenza, non è vero che "il sindaco ha concentrato alle sue dirette dipendenze ben 25 dipendenti, per un costo annuo di 1 milione e 250 mila euro"».

Poi i dettagli, punto per punto, con il comune che rispedisce al mittente le accuse su espressioni e linguaggio. La nota si chiude con un virgolettato del sindaco: «È una concezione curiosa del legittimo confronto politico gettare fango sulle persone e pretendere che non ci sia una replica. Le accuse rivolte al servizio Gabinetto e a me sono molto gravi e meritavano una risposta netta, per togliere di mezzo ogni zona d'ombra. Il punto è che nei comunicati stampa, in quello diffuso dopo la mia risposta all'interrogazione e nei due veicolati con la conferenza stampa, si scrivono cose sbagliate che non sono lesive solo della mia onorabilità politica, ma del lavoro quotidiano di molte persone, attaccate nella loro professionalità e integrità».