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TRENTO. Un progetto da 22 milioni e 730 mila euro, finanziato per la maggior parte - 20 milioni - da fondi Pnrr che rischia però di non essere all'altezza delle aspettative. In particolare, stiamo parlando della nuova stazione delle autocorriere all'ex Sit. Le prime corse ufficiali dovrebbero partire alla fine dell'estate per settembre, ma non tutte le tratte saranno subito spostate al nuovo Hub intermodale San Lorenzo. Ci sarà infatti un passaggio graduale di consegne con gran parte delle partenze affidata ancora all'attuale stazione in piazza Dante. Solo le tratte verso i territori a sud di Trento saranno interessate allo spostamento, in particolare sembrano esserci quelle in direzione di Rovereto e Riva del Garda.
Per le corse dirette verso le varie vallate trentine - dalla Val di Fassa alla Valsugana - invece rimane tutto così com'è attualmente. Le tempistiche più ottimistiche vedono in settembre 2027 la data in cui il testimone verrà definitivamente "passato di mano". Un anno dunque in cui la cittadinanza abituata a spostarsi in corriera dovrà fare un po' di avanti e indietro. I disagi sembrano essere annunciati, in particolare per i turisti stranieri che si troveranno in una situazione disorientante.
In più c'è da tener conto del fatto che la nuova stazione sarà più lontana rispetto a quella ferroviaria e alla Trento-Malè. Ma per un collegamento c'è già una soluzione. L'assessore comunale alla mobilità sostenibile e ambiente con delega ai trasporti Michele Brugnara spiega: «C'è un progetto di collegamento che è anche già finanziato. I presupposti ci sono, ma per procedere ci manca ancora l'autorizzazione scritta da parte di Rfi, anche se informalmente ci è stata già data una conferma positiva».
Ma cosa centra la Rete ferroviaria italiana con le corriere trentine?
«Perché è proprietaria di un pezzo di terreno dietro la basilica di San Lorenzo dal quale si pensa di far passare il collegamento pedonale che connetterà il nuovo Hub con la stazione dei treni».
Come funzionerà il collegamento?
«Partendo dal binario tronco della Valsugana si procederà lungo la banchina della stazione. Durante il giorno rimarrà aperto un cancello che permetterà di accedere ad uno spazio, lungo la basilica di San Lorenzo, largo 3 metri. Da qui si scenderà gradualmente fino al piazzale dell'attuale autostazione e poi si arriverà fino a piazza Leonardo Da Vinci. Qua verrà installato un ascensore (i lavori inizieranno con tutta probabilità solo nel 2027 ndr) che porterà sul cavalcavia e quindi alla nuova stazione».
Non è un po' lungo e arzigogolato come percorso?
«Non lo sarà. Vero si tratterà di fare qualche passo in più, ma il percorso sarò totalmente sbarrierato, senza scale, per permettere a chi porta trolley o passeggini di passarci con comodità. Il tutto senza dover uscire su piazza Dante, superare semafori o incrociare altri flussi pedonali. Rimane interno a fianco della ferrovia».
Quali sono i tempi per realizzarlo?
«Ci vorrà un anno. Gli stalli delle corriere, dal quale il collegamento passerà sono controllati da Trentino trasporti, ma il nocciolo della questione è la comunicazione ufficiale di Rfi. Poi si inizia».
Cosa si fa con l'attuale stazione?
«Quando a settembre del prossimo anno tutte le corriere saranno spostate, verrà ancora utilizzata per un po' provvisoriamente, stiamo studiando e facendo valutazioni sul piazzale per non lasciare lo spazio abbandonato. Poi va fatto un ragionamento urbanistico. Si è parlato diverse volte di un mercato al coperto, ma servono variazioni urbanistiche e i tempi si allungano».
L'edificio tra le altre cose è di proprietà della Provincia e anche da questo lato un'idea chiara della storica stazione delle autocorriere non sembra esserci. Un altro tema sono le dimensioni: la nuova sala d'attesa è più piccola. I passeggeri avranno meno spazio a disposizione per aspettare il pullman e soprattutto lo spazio per i due esercizi commerciali attualmente presenti nell'atrio della stazione non c'è. L'unico servizio extra garantito sarà all'esterno con il Bar Funivia.


