TRENTO. Dalle giornate speciali dedicate ai prodotti del territorio a una fornitura continuativa per le mense scolastiche. A Trento la filiera corta entra in una nuova fase e il progetto del Comune punta a portare sempre più prodotti delle aziende agricole trentine direttamente nei piatti delle scuole.

Il passaggio arriva dopo la sperimentazione avviata alla scuola di Cognola, dove le mense hanno ospitato alcune giornate con menù interamente composti da ingredienti provenienti da aziende agricole del territorio. Un'esperienza che ora viene estesa e trasformata in un modello di approvvigionamento più strutturato.

Il dato complessivo è quello di oltre 2.400 pasti al giorno a km zero. Per l'anno scolastico 2026-2027 l'iniziativa coinvolgerà infatti la cucina di Mattarello e quella dei Solteri, quest'ultima impegnata nella preparazione di circa 1.200 pasti quotidiani destinati anche alle mense scolastiche di Cadine, Gardolo, Sanzeno e Sardagna.

L'obiettivo è accorciare la distanza tra chi produce e chi consuma, facendo entrare nella ristorazione scolastica farina per la polenta, ortofrutta, carne, mele, trote e latticini provenienti dal territorio trentino.

Il progetto nasce nell'ambito delle politiche del cibo del Comune di Trento e coinvolge, oltre all'amministrazione cittadina, Università di Trento, Comunità della Valle dei Laghi, Confagricoltura del Trentino, Cia Trentino Alto Adige Südtirol, Coldiretti Trento e F.t.Bio, con il coinvolgimento di produttori locali e Risto3.

La novità rispetto alla prima fase della sperimentazione riguarda soprattutto la continuità. Le aziende agricole coinvolte passano da quattro a sette, con l'obiettivo di costruire una rete di forniture stabile per la ristorazione collettiva. I prodotti individuati per questa fase sono farina per polenta, ortofrutta, carne, mele, trota e latticini.

È un passaggio che pone anche una questione organizzativa: come far convivere le esigenze di una rete di mense che serve ogni giorno migliaia di pasti con le dimensioni e le modalità produttive delle piccole aziende agricole? Il progetto punta a rispondere proprio a questa difficoltà, lavorando sulla programmazione delle forniture e sulla possibilità per i produttori di conoscere con maggiore anticipo quantità e periodi di consegna.

La prospettiva è quindi quella di costruire un rapporto più diretto tra agricoltura locale e ristorazione scolastica, non limitato a singole iniziative. Una domanda pubblica più stabile potrebbe infatti permettere alle aziende di programmare meglio semine, raccolti, allevamenti e volumi produttivi.

Il progetto ha anche una componente educativa. Alla proposta gastronomica si affianca infatti un percorso rivolto agli studenti, realizzato anche con la collaborazione di Trentino Social Tank. Le classi potranno incontrare le aziende agricole coinvolte, conoscere il loro lavoro e seguire il percorso degli alimenti dal campo alla tavola, approfondendo i temi della filiera corta e della stagionalità.

Nel percorso confluiranno anche le attività del progetto comunale «Cibo e sani stili di vita» e quelle di Risto3 legate a «Io mangio sostenibile». L'idea è collegare ciò che arriva nel piatto con la conoscenza del territorio e del lavoro necessario per produrlo.

Il calendario prevede inoltre il ritorno delle cinque giornate speciali negli istituti comprensivi di Cognola e Mattarello, uno degli elementi più riconoscibili dell'iniziativa. In queste occasioni i menù saranno composti interamente da ingredienti provenienti da aziende del territorio. Quest'anno una giornata sarà dedicata anche alla Giornata internazionale della montagna, in programma l'11 dicembre, coinvolgendo la scuola di Vezzano nella Comunità della Valle dei Laghi.

La sfida, ora, è trasformare l'esperienza sperimentale in un sistema stabile, capace di garantire contemporaneamente qualità e continuità del servizio, sostenibilità ambientale e opportunità per i produttori locali.

La filiera corta, in questo modello, non riguarda quindi soltanto ciò che viene servito a tavola. L'obiettivo è utilizzare la ristorazione scolastica come uno strumento delle politiche agricole, ambientali e alimentari del territorio, rafforzando il rapporto tra le mense, chi produce e la comunità che quei prodotti li consuma.