CLES. Quattro medici dell’ortopedia dell’ospedale di Cles hanno rassegnato le dimissioni. A lasciare il reparto sono il direttore Luigi Romano e altri tre ortopedici. Secondo quanto riportato dal gruppo politico Ora! Trentino-Alto Adige, i professionisti avrebbero deciso di lasciare il servizio pubblico dopo anni di difficoltà organizzative e ripetute segnalazioni rivolte alla dirigenza.

I quattro medici, sempre secondo quanto riferito nel comunicato, passeranno insieme a una struttura privata convenzionata del Trentino. Le ragioni dell'addio, stando alle dichiarazioni attribuite al primario, non sarebbero di natura economica, ma legate alle condizioni di lavoro ritenute non più sostenibili.

La vicenda ha subito assunto anche un rilievo politico. Davide Pellegrini, coordinatore del gruppo sanità di Ora! Trentino-Alto Adige, punta il dito contro la gestione della sanità provinciale e chiede chiarimenti alla dirigenza di Asuit e alla Giunta provinciale.

Secondo Pellegrini, la contemporanea uscita di quattro professionisti dello stesso reparto sarebbe il risultato di criticità segnalate nel tempo e non adeguatamente affrontate. Nel mirino finiscono in particolare il direttore generale di Asuit Antonio Ferro, l'assessore alla Salute Mario Tonina e il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, ai quali il coordinatore attribuisce responsabilità diverse nella gestione della sanità trentina.

«Ogni volta il copione è lo stesso: il problema viene segnalato, Asuit non interviene in tempo, la situazione esplode e soltanto allora viene annunciata una soluzione», sostiene Pellegrini, secondo il quale intervenire per sostituire i medici dopo le dimissioni non può essere considerato una forma di programmazione.

Il nodo riguarda anche il futuro dell'ortopedia e, più in generale, dei servizi sanitari nelle valli. Ora! sostiene infatti che la perdita contemporanea di quattro professionisti esperti rischi di indebolire la capacità operativa della struttura e di aumentare la dipendenza da personale esterno e strutture private convenzionate.

Il gruppo politico torna quindi a chiedere le dimissioni di Antonio Ferro dalla direzione generale di Asuit, ricordando di aver già avanzato la stessa richiesta dopo precedenti criticità legate ai servizi informatici e alla gestione dell'azienda sanitaria.

Nel comunicato, Ora! contesta anche l'eventuale spiegazione legata alla generale carenza di medici e infermieri. Secondo il gruppo, il problema nazionale del personale sanitario non sarebbe sufficiente a spiegare un caso nel quale quattro professionisti dello stesso reparto hanno deciso contemporaneamente di lasciare il servizio pubblico, dopo aver segnalato nel tempo le proprie difficoltà.