TRENTO. Due misure per rimborsare l’Imis ai proprietari che affittano a lungo termine e con canoni calmierati. La Giunta comunale di Trento ha approvato gli indirizzi per i ristori dopo la manovra votata a dicembre dal Consiglio comunale, che ha portato all’1% l’aliquota per gli altri fabbricati a uso abitativo ed eliminato dal primo gennaio l’agevolazione dello 0,35% per gli alloggi affittati a canone concordato.
La prima misura, chiamata “Imis 0,35”, riguarda i contratti a canone concordato stipulati e registrati nel 2024 e nel 2025, ancora validi al 31 dicembre 2026. Il contributo sarà richiesto nel 2027, dopo il pagamento integrale dell’imposta dovuta per il 2026. Il rimborso potrà arrivare fino allo 0,65% dell’Imis versata se il canone applicato è pari o inferiore al 65% del massimo previsto dagli accordi territoriali. Sarà invece dello 0,325% se il canone è compreso tra il 66% e il 75%. Il tetto massimo è fissato a 600 euro per immobile.
La seconda misura, “Imis Zero”, prevede il ristoro totale dell’imposta pagata nel 2026, 2027 e 2028 per gli alloggi che nel corso del 2026 entrano nel mercato della locazione residenziale dopo essere stati sfitti, a disposizione del proprietario o destinati ad affitti turistici e attività extra alberghiere nei 12 mesi precedenti. Il contratto dovrà essere a canone concordato, non transitorio, non per studenti e riferito all’intera unità abitativa.
I criteri saranno pubblicati sul sito del Comune dal 18 maggio. I bandi definiranno nel dettaglio modalità e tempi per presentare domanda. Nella stessa sezione sarà disponibile anche un questionario rivolto ai proprietari di seconde case sfitte, per capire le ragioni degli alloggi vuoti e individuare nuove misure di sostegno. Al tavolo convocato dall’assessora Giulia Casonato hanno partecipato Confappi, Federproprietà, Sicet-Acli, Sunia, Uniat e Uppi.