TRENTO. «Siamo pronti anche a ragionare di qualche limitazione, rispetto al passaggio in alcune vie, per i non residenti». Dopo gli assembramenti notturni del fine settimana nel centro storico, il sindaco di Trento Franco Ianeselli lo chiarisce bene: palazzo Thun non crede nei divieti, preferisce immaginare una città che si auto regola, preferisce dialogare, preferisce la moral suasion e il coinvolgimento di tutte le categorie coinvolte, dai residenti agli esercenti, dagli universitari alle associazioni. Però ecco, per dirla con parole sue, «questa non è un'amministrazione che si limita a fare appelli». All'azione si passerà forse già questa settimana: le valutazioni verranno fatte nei prossimi giorni. Verranno rafforzati i controlli nelle zone della movida, in particolare in Santa Maria.

«Non siamo un'amministrazione che si limita a fare appelli. Vorrei – spiega il sindaco – che fosse chiaro: non diciamo ai giovani di chiudersi in casa, perché non vogliamo la città morta alle otto di sera, come negli anni Settanta e non vogliamo, per due persone che lordano la città, dare la responsabilità a altri cento che nulla hanno fatto di sbagliato. E invitiamo i residenti a capire che alle 22.05 non si può urlare indignati perché c'è ancora qualcuno in strada. Ma non siamo un'amministrazione che si limita a fare appelli». Se serve un intervento duro, si fa, insomma. A partire dalla chiusura delle strade oltre una certa ora.

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