TRENTO. Arrivano in destra Adige e risalgono la montagna gli echi del Dibattito Pubblico sulla circonvallazione ferroviaria. La necessità di individuare spazi per il deposito del materiale di scavo del tunnel sotto alla Marzola ha fatto drizzare le antenne ai cittadini di Sardagna, che hanno subito pensato alla discarica di inerti che sorge a sud dell’abitato, la famosa ex cava Italcementi di proprietà della società Sativa al centro di un annoso dibattito.

La discarica, chiusa da anni in seguito a irregolarità nei conferimenti, doveva secondo i piani della Provincia venire riaperta e riempita in modo da bloccare il lento movimento franoso che la interessa (una crepa dovuta al terremoto del Friul, e allo scavo alla base della parete). Ma la sollevazione popolare, guidata da un comitato locale particolarmente combattivo, ha convinto la politica a cambiare rotta e a sospendere il progetto, che prevedeva la riattivazione di una teleferica per il trasporto del materiale da Piedicastello in quota.

Resta però in sospeso il problema di quelle aree accanto all’abitato, che non possono essere utilizzate in altro modo a causa della frana, di quei pochi millimetri di spostamento che ne impediscono al momento un utilizzo alternativo.

Un problema che il consiglio circoscrizionale vuole tornare ad affrontare. Nell’ultima seduta, tenuta in videoconferenza il 19 gennaio sotto la presidenza di Giulia Degasperi, il consiglio ha infatti approvato con 6 voti a favore e 2 astensioni un documento che interroga sindaco e giunta a proposito dei destini della discarica di inerti, chiedendo esplicitamente se gli scavi della circonvallazione ferroviaria non possano essere l’occasione per rimettere in discussione l’opportunità di portare lì il materiale in modo da risolvere una volta per tutte il problema.

La delibera, inviata a Palazzo Geremia, è stata poi trasformata anche in osservazione e postata sul sito del Dibattito Pubblico come contributo affinché Rfi tenga presente la possibilità di utilizzare il sito. Il testo è molto esplicito nell’avanzare l’auspicio che Sardagna sia presa in considerazione per il deposito materiale.

A questo proposito si richiama una delibera dell’aprile scorso che già chiedeva la «cucitura della ferita aperta, la sicurezza, la salubrità e la restituzione della bellezza naturale del territorio». Nell’ambito di una auspicata transizione ecologica globale la circoscrizione ammette che il problema di Sardagna potrebbe apparire come insignificante.

«Ma tale non è - afferma il documento - per chi vi risiede, chi lo frequenta per turismo, per l’affaccio sulla città capoluogo di provincia, per l’ecosistema in generale; ritenuto importante ribadire la volontà di restituire dignità al paese con la messa in sicurezza del sito e la relativa riqualificazione» si chiede perciò all’amministrazione comunale se intenda incentivare o avvallare i conferimenti nel sito di Sardagna, quali potranno essere eventualmente le modalità di trasporto e conferimento dei materiali e, qualora il sito non venga invece interessato, come il Comune intenda adoperarsi altrimenti per il ripristino e il recupero di quella fetta di territorio.

Di segno diametralmente opposto l’osservazione allegata al Dibattito Pubblico sulla circonvallazione ferroviaria da parte del gruppo “Nodiscaricadisardagna” che esprime la propria preoccupazione e chiede chiarimenti in merito al possibile coinvolgimento nella strategia dei materiali di risulta dell’ex discarica di proprietà della Sativa srl.