TRENTO. Non avere una casa non vuol dire solo doversi cercare un riparo per la notte. Significa anche, molto prosaicamente, non avere un bagno a disposizione. Il risultato, troppo spesso, diventa facilmente prevedibile: i muri della città rischiano di diventare orinatoi di fortuna.
Da qui l'idea del Comune, nella zona della parrocchia Sant'Antonio: sarà posizionato un bagno chimico mobile, che le persone possono usare. Con il duplice obiettivo. Garantire un minimo di privacy a chi non ha un bagno dove chiudersi dentro. E, dall'altra, assicurare il decoro ad un pezzetto di città, che altrimenti con il caldo rischierebbe di avere disagi importanti, in termini di vivibilità. Si tratta, meglio chiarirlo subito, di un esperimento: dovesse non funzionare, come è comparso il bagno sparirà.
La marginalità si porta dietro tanti problemi. E il più grande è quello di vite che faticano a trovare i loro spazi, in una società che non le vuole vedere, nel migliore dei casi, o non le vuole proprio, nei pensieri più inconfessabili di troppi. E già questo è un dramma, a cui nella parrocchia di Sant'Antonio, nei limiti dei possibile, provano a mettere un argine. In zona stazionano da tempo pressoché fissi 4 o 5 senzatetto. Ma lì non sono invisibili. Li accolgono, nei limiti in cui possono essere accolte persone che spesso non possono o non vogliono entrare nei circuiti ufficiali dell'accoglienza. Li salutano, si fermano con loro, li conoscono. Ma questo non significa che non vedono i problemi di convivenza. Ed è qui che entra in gioco il Comune.
«In quella zona abbiamo una presenza di senza fissa dimora. Quello è un pezzo di città che si attiva per dar loro una mano, nonostante la fatica. Cercano loro un lavoro, stanno loro vicino. Insomma, si mettono a disposizione, come parrocchia - spiega l'assessora Chiara Maule - Ma adesso che arriva l'estate il problema si fa sentire. Per questo abbiamo deciso di provare, in via sperimentale, a mettere i bagni chimici mobili. Si tratta di aspettare qualche giorno, incroceremo quando va bene alla parrocchia e quando va bene alla ditta e allestiremo quanto prima lo spazio. Ma sappiamo che questo tipo di soluzioni hanno dei pro e dei contro. Se verranno usati male, o se finiranno per richiamare altre persone, verranno rimossi quanto prima. Ma se l'esperimento funziona, si potrà replicare anche altrove».
Perché il tema senzatetto è sul tavolo. Non è il caso di Sant'Antonio, ma altrove è letteralmente scoppiato il caso dei richiedenti asilo in attesa di una risposta dalla Questura. Finché non è conclusa la pratica, sono dei fantasmi. E non possono che sistemarsi sotto i ponti. Peccato che i ritardi sulle loro pratiche hanno fatto sì che in questa situazione ci sia una cinquantina di persone. Tutti invisibili. Tutte in attesa.
Clochard e pipì sui muri, arriva il bagno mobile: l’esperimento del Comune di Trento
Nella zona della parrocchia Sant'Antonio sarà posizionato un bagno chimico mobile, che le persone possono usare. Con il duplice obiettivo. Garantire un minimo di privacy a chi non ha un bagno dove chiudersi dentro. E, dall'altra, assicurare il decoro ad un pezzetto di città, che altrimenti con il caldo rischierebbe di avere disagi importanti, in termini di vivibilità
20 giugno 2022 • 11:08

