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TRENTO. Il recupero dei boschi trentini passa anche dalla qualità delle piantine utilizzate per ricostituirli. La Giunta provinciale ha approvato un nuovo documento di orientamento per la produzione vivaistica forestale, con l’obiettivo di rendere più efficienti i processi di coltivazione, valorizzare le risorse disponibili e favorire l’impiego di tecniche innovative.
Il provvedimento, proposto dall’assessore provinciale alle foreste Roberto Failoni, punta a garantire una disponibilità adeguata di piantine, sia per quantità sia per qualità, in vista degli interventi necessari a ricostituire il patrimonio boschivo. Una necessità legata soprattutto alle conseguenze della tempesta Vaia dell’ottobre 2018 e ai successivi attacchi del bostrico, che hanno danneggiato vaste aree forestali del Trentino.
Le nuove indicazioni definiscono i criteri da seguire per migliorare le caratteristiche genetiche, fitosanitarie e colturali delle piante destinate alla messa a dimora. Tra le priorità figura la scelta di specie di provenienza locale, insieme all’introduzione di metodi di coltivazione più avanzati.
L’obiettivo non è soltanto aumentare la disponibilità di materiale vegetale per i rimboschimenti, ma anche favorire la capacità delle nuove piante di attecchire una volta messe a dimora. La qualità delle piantine rappresenta infatti un elemento importante per la riuscita degli interventi di ripristino e per la tenuta futura degli ecosistemi forestali.
Un altro aspetto riguarda la tutela della biodiversità. L’impiego di materiale vegetale selezionato secondo criteri di provenienza contribuisce a preservare il patrimonio genetico delle popolazioni forestali locali, limitando il rischio di contaminazioni e salvaguardando gli ecotipi del territorio.
Il documento si inserisce nel percorso avviato dalla Provincia per la gestione e la ricostituzione dei boschi, in coerenza con le recenti Linee guida forestali per il Trentino. La produzione vivaistica diventa così uno degli strumenti su cui puntare per affrontare le conseguenze degli eventi che hanno compromesso il patrimonio forestale e rafforzare la capacità dei boschi di conservare nel tempo le proprie caratteristiche.


