SAN MICHELE ALL’ADIGE. La ricerca trentina come punto di riferimento internazionale per l’agricoltura digitale. La Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige ha ospitato dal 13 al 15 ottobre una delegazione di 20 ricercatori e tecnici provenienti da Georgia, Azerbaigian, Armenia, Ucraina e Moldavia, nell’ambito del progetto CLIMB, dedicato al rafforzamento delle competenze in agrometeorologia, innovazione locale e tracciabilità biologica degli alimenti.

Tre giornate di incontri, visite ai laboratori e attività sul campo hanno permesso ai partecipanti di conoscere da vicino le tecnologie e i metodi di lavoro sviluppati in Trentino, con l’obiettivo di favorire lo scambio di conoscenze e avviare nuove collaborazioni nel settore agroalimentare.

L’iniziativa è coordinata dall’Unità di Agricoltura Digitale del Centro Ricerca e Innovazione della FEM ed è finanziata dalla GIZ, l’agenzia tedesca per la cooperazione internazionale allo sviluppo. Il progetto si rivolge in particolare ai Paesi del Partenariato orientale, dove il settore agricolo è impegnato a colmare il divario nell’utilizzo delle tecnologie digitali, migliorare l’accesso alla consulenza specialistica e sviluppare sistemi di gestione della qualità in linea con gli standard europei.

«Il progetto CLIMB, oltre a creare le condizioni per sviluppare scambi e individuare nuove opportunità di collaborazione, offre un esempio di come la ricerca e l’innovazione possono tradursi in strumenti concreti, a sostegno delle imprese e di sistemi agroalimentari», ha sottolineato il direttore generale della Fondazione Edmund Mach, Riccardo Velasco, aprendo i lavori. Un percorso che, ha evidenziato, mette in luce il valore della cooperazione internazionale e del trasferimento delle conoscenze.

Al centro del programma l’agricoltura di precisione, la raccolta e l’interpretazione dei dati agrometeorologici e le tecniche analitiche e isotopiche per verificare la tracciabilità e la qualità degli alimenti. Spazio anche alle soluzioni digitali applicate ai processi produttivi, strumenti che possono aiutare le aziende a gestire meglio le colture, ottimizzare le decisioni agronomiche e rafforzare la sostenibilità delle produzioni.

Durante la permanenza in Trentino, la delegazione ha incontrato ricercatori e tecnologi della FEM e ha approfondito le attività condotte in collaborazione con il Centro Agricoltura, Alimenti e Ambiente dell’Università di Trento (C3A) e con la Fondazione Bruno Kessler. Le visite ai vigneti sperimentali e alle strutture per il monitoraggio agrometeorologico hanno consentito di osservare sul campo come le informazioni raccolte attraverso sensori e sistemi di rilevamento possano diventare un supporto concreto per la gestione delle coltivazioni.

Il confronto si è esteso anche all’organizzazione del sistema trentino della ricerca e dell’innovazione. A Rovereto, negli spazi di Manifattura – Be Factory, i partecipanti hanno approfondito i meccanismi che favoriscono il trasferimento tecnologico, la nascita di startup e lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali, con il contributo di HIT – Hub Innovazione Trentino e Trentino Sviluppo.

La visita rappresenta una tappa del percorso di formazione previsto da CLIMB e punta a mettere in relazione ricerca scientifica, sperimentazione e applicazioni pratiche. L’obiettivo è favorire la diffusione delle competenze digitali nei sistemi agricoli dei Paesi coinvolti, valorizzando l’esperienza trentina come possibile modello per affrontare le sfide della competitività, della qualità alimentare e della sostenibilità.