Acqua gasata e gratuita in città, ma i baristi di Trento non ci stanno: “Se ne poteva anche fare a meno”
L'installazione da 35mila euro che distribuirà gratuitamente acqua liscia e gassata divide Trento. Mentre il Comune la presenta come un servizio utile e sostenibile, i rappresentanti di Confcommercio e Confesercenti parlano di concorrenza sleale ai pubblici esercizi e sollevano dubbi sull'impatto estetico in una piazza storica del centro città
LA NOVITA' In piazza Fiera la prima Casa dell'Acqua
TRENTO. Sulla carta sembrava essere un intervento di poco conto, una cosa anche simpatica oltre che utile per cittadini e turisti. Ma la cosiddetta "casa dell'acqua", cioè l'installazione che fornirà gratuitamente acqua liscia o gassata e che verrà montata entro la fine di questo mese in piazza Fiera - il Comune di Trento lo ha annunciato nella giornata di lunedì indicando anche il costo in 35 mila euro - sembra già destinata a far parlare di sé anche per altri motivi.
Sì perché la notizia pare non essere stata accolta proprio favorevolmente dagli operatori dei pubblici esercizi della città. Questo almeno quanto confermato dai tanti messaggi ricevuti da Walter Botto, neo eletto rappresentante della categoria per Confcommercio Trentino. Lui stesso infatti ha ammesso che, dopo aver appreso la cosa, in molti dei suoi aderenti hanno storto il naso. Alla base della contrarietà, un ragionamento semplice: «Senza voler fare polemica, ma è chiaro che in un momento così complicato di grandi costi su tutti i fronti, oltre ad affitti decisamente alti per chi lavora nel centro di Trento, ogni intervento anche se piccolo può fare la differenza in un senso o nell'altro. E dare gratuitamente un servizio come quello dell'acqua, anche se sembra poco, penalizza le nostre attività - ha commentato proprio Botto. - Non dimentichiamoci che, soprattutto nelle stagioni più calde, c'è chi si siede al bar anche solo per una bottiglietta d'acqua, per poi consumare magari altro e dunque creare movimento nei nostri esercizi. Non nascondo la reazione sorpresa, titubante e in alcuni casi anche fortemente contrariata di alcuni colleghi. Viene detto che questo sistema contribuirà anche a ridurre l'impatto ambientale e dell'utilizzo della plastica? Può essere, ma ricordiamoci che parliamo sempre di bottigliette che vengono smaltite nel modo corretto e con la differenziata».
Perplesso e stupito anche Massimiliano Peterlana, portavoce dei pubblici esercizi per Confesercenti Trentino che non ha nascosto i suoi dubbi così come, ha ribadito, quelli di altri esercenti del centro: «Onestamente, se ne poteva fare a meno. Praticamente si sono spesi soldi pubblici per fare concorrenza alle attività economiche del centro. E chi lavora in quella zona, da quanto ho riscontrato, si è detto altrettanto dubbioso rispetto a questo intervento. Ma perché non realizzare invece una fontana, anche più bella rispetto al "frigo" che verrà installato? Non stiamo parlando di una piazza lontana da tutto, ma di un punto in pieno centro e dove non ci sono altro che servizi di ogni genere: per quale motivo aggiungere una struttura che tra l'altro fornisce anche acqua gassata?».
Peterlana poi diventa sarcastico: «A questo punto, ironicamente, mi verrebbe da dire: aggiungete anche la distribuzione di bevande o di caffè. Inoltre, c'è una Soprintendenza che controlla al millimetro i plateatici, mentre per una cosa di questo tipo, che poco ha a che fare in una piazza storica e dove sono state recentemente sistemate anche le mura, non viene detto nulla. Francamente non lo capisco».