Trento nord, scintille Zanella - Zanotelli in consiglio provinciale
Inquinamento e futura bonifica, è scontro. La Provincia ha chiesto al ministero dell'Ambiente di usare i 2 milioni da Roma per la bonifica del Sin al cavalcavia dei caduti di Nassiriya. Il consigliere dem: «Un'azione scellerata». E i No Tav mettono nel mirino Avs e Attolini
TRENTO. Il tesoretto di due milioni di euro «strappati» a Roma dalle onorevoli Sara Ferrari (Pd) e Vanessa Cattoi (Lega), non servirà - com'era previsto - per studiare un percorso giuridicamente sostenibile, che porti all'esproprio delle aree di Trento nord, alla loro bonifica e al loro finale utilizzo pubblico. La Provincia ha chiesto al ministero dell'Ambiente di usare quei fondi per la bonifica della lingua di terra compresa nel Sin, tra il cavalcavia dei caduti di Nassiriya e la roggia primaria di Campotrentino. Lo ha chiarito ieri l'assessora provinciale all'Ambiente Giulia Zanotelli, rispondendo ad una question time del consigliere Pd Paolo Zanella, che ha replicato sconcertato: «Azione scellerata».
Nel frattempo il comitato No Tav se la prende con Alleanza Verdi Sinistra, per il voto in consiglio comunale, circa la necessità di una nuova barriera idraulica.Con ordine. Intanto in consiglio provinciale ieri si è tornati a ragionare di bypass ferroviario, rispetto ad un tema che tange il cantiere ma che è più ampio: l'inquinamento di Trento nord. Il tema è noto: i terreni su cui insistono l'ex Carbochimica e l'ex Sloi rimangono un fastidioso regalo dell'industrializzazione senza regole né rimorsi per la natura: l'uno è inquinato da idrocarburi policiclici aromatici, l'altro di piombo tetraetile.
Il cantiere del bypass ferroviario ha costretto la città - e Rfi, che probabilmente non aveva capito subito l'entità del problema - a prendere in mano l'annosa questione. Per aiutare, le onorevoli Ferrari e Cattoi erano riuscite, nella legge finanziaria 2022, a far stanziare due milioni di euro in un primo momento destinati a monitoraggi, e in via successiva - con conseguente modifica legislativa - avevano fatto stanziare quei duemila euro «per un intervento di progettazione finalizzato a individuare le modalità necessarie, sotto il profilo giuridico, tecnico e operativo, per l'utilizzo delle medesime aree, previsto nei documenti di programmazione della Provincia Autonoma di Trento».
Bene, di quei soldi e di quei propositi, Zanella ieri ha chiesto conto alla giunta provinciale. La risposta è stata in parte sorprendente: «Si è chiesta la possibilità di utilizzare tali risorse per la bonifica di una porzione di Sin di Trento Nord compresa fra il cavalcavia dei Caduti di Nassiriya e la roggia primaria di Campotrentino, Sono attualmente in corso le interlocuzioni con il Mase».La replica di Zanella è stata densa di sconcerto. Il consigliere parla di «scelta scellerata»: «Di fronte a una disposizione di legge nazionale e a un articolo di legge provinciale che prevedono puntualmente che i due milioni di euro stanziati servano per blindare il percorso di esproprio delle aree per interesse pubblico, finalizzato ad arrivare a definire un progetto di bonifica, si pensi di destinare quei fondi per un pezzettino di bonifica. L'articolo di legge che anche noi abbiamo votato rappresentava un'opportunità per definire una strada per arrivare a definire un percorso per risolvere una situazione annosa di grave inquinamento del capoluogo. Dire che i proprietari si stanno muovendo e che quindi quei soldi si possono svincolare per altro significa non saper distinguere tra messa in sicurezza della falda attraverso la barriera idraulica e bonifica vera e propria».
Mentre in provincia accadeva questo, il comitato No Tav ha invece messo nel mirino il gruppo consigliare di Alleanza Verdi Sinistra in Comune. Cinque pagine di riprovazione. Il motivo? Tanti, tra cui le posizioni su inceneritore e bypass e la scelta di schierarsi con il sindaco Franco Ianeselli. Ma l'ultimo motivo di biasimo, per i No Tav, è stato l'aver votato contro una proposta di mozione presentata da Onda e generAzione Trento che chiedeva la realizzazione di barriere idrauliche per mettere in sicurezza la città da fuoriuscite di inquinanti dai due Sin di Trento nord. Avs, ricostruiscono i No Tav, «dopo aver esordito (lo ha fatto dal 22 gennaio ad oggi anche su Facebook) dichiarandosi stupita che arrivi in Consiglio una mozione sulle barriere idrauliche (che a suo dite "sono in fase di progettazione") ha presentato la loro realizzazione come prodotto della autonoma volontà della maggioranza, scordandosi di anni di richieste e dell'incontro avuto con i Comitati».
Prendono frase per frase della consigliera Renata Attolini, denunciando quelle che ritengono falsità - sulla fossa Armanelli, sulla barriera idraulica all'ex Sloi e non solo - e denunciando favoritismi verso i proprietari dell'area Sequenza, da parte dell'amministrazione comunale tout court. Fino all'affondo finale, riassuntivo, contro Avs e la sua presenza nella maggioranza comunale che sostiene il sindaco Ianeselli: «Non si è opposta all' insieme di queste politiche ed ha avuto la funzione di imbonitore delle stesse verso i movimenti sociali: non è contro il TAV ma sostiene un diverso percorso dell' opera e nel contempo appartiene ad una giunta capeggiata dal main sponsor della soluzione in sinistra Adige e del transito nelle aree del SIN; non è contro l'inceneritore perché sostiene il gassificatore e su questo è stata oggetto di un campagna contro i movimenti (che chiedevano di non mettere a rischio una fra le più virtuose raccolte differenziate d' Italia e chiudere in maniera diversa il ciclo dei rifiuti); non ha detto una parola sull'inutile ascensore per Mesiano; non si è opposta se non a parole alla funivia sul Bondone e non ha contrastato l'hub intermodale presso l'ex Sit (opera sbagliata anche dal punto di vista della mobilità), funzionale a speculazioni immobiliari sull' area oggi occupata dalla stazione delle corriere, come ha dimostrato, inequivocabilmente, l'inchiesta giudiziaria "Romeo"».
Una lettera aperta durissima, nella speranza, dicono, che Avs ora faccia qualcosa di sinistra e «anziché accontentarsi di qualche strapuntino al tavolo dei potenti rafforzi l'opposizione ad un modello di città dove a comandare è la rendita speculativa ed immobiliare».