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Trento, macarons addio: abbassate le serrande alla pasticceria francese di San Pio X, Asensi getta la spugna

Il gestore: “Sono tanti gli elementi che, sfortunatamente, mi hanno mandato al tappeto in questi anni. Penso per esempio alla pandemia, dalla quale mi sono ripreso con grande difficoltà. Per fare un esempio, prima del Covid rifornivo ben ventuno bar diversi, fino a Mezzolombardo, ma terminato il periodo più critico dell'emergenza sanitaria me ne sono rimasti solo cinque”

TRENTO. Il quartiere di San Pio X perde un punto di riferimento. È arrivata infatti la chiusura (con tutta probabilità definitiva) della pasticceria francese "Peccati di gola", dal 2014 gestita da Fabrice Asensi, parigino doc che nel tempo ha saputo conquistare non solo i residenti del luogo, ma anche le tante attività che lo hanno scelto per rifornirsi delle sue brioches e di altri dolci giorno dopo giorno.

Purtroppo però per Asensi la vita si è complicata non poco nell'ultimo periodo. Ultima, in ordine cronologico, una vicenda legale su cui l'uomo non ha voluto giustamente dare troppe informazioni, ma che purtroppo lo ha portato a perdere prima il furgone per le consegne e poi, come testimoniato dalle serrande abbassate, anche il proprio locale.

«Ma sono tanti gli elementi che, sfortunatamente, mi hanno mandato al tappeto in questi anni - ha aggiunto il pasticcere. - Penso per esempio alla pandemia, dalla quale mi sono ripreso con grande difficoltà. Per fare un esempio, prima del Covid rifornivo ben ventuno bar diversi, fino a Mezzolombardo, ma terminato il periodo più critico dell'emergenza sanitaria me ne sono rimasti solo cinque. Ed anche i dipendenti sono diminuiti drasticamente: ne avevo cinque ma poi tre hanno deciso di lasciarmi, perché purtroppo per recuperare quanto avevamo perso dovevamo lavorare davvero tanto e, posso dire anche comprensibilmente, i sacrifici richiesti stavano diventando importanti. Inoltre anche il ricambio generazionale alla guida della pasticceria sarebbe stato difficile. Insomma, molti elementi che purtroppo non mi hanno permesso di continuare».

In tanti, comunque, hanno notato la chiusura del negozio. A testimonianza dell'affetto nei confronti del pasticcere e della sua attività che, ha sottolineato qualcuno, è stata la prima a portare a Trento i macarons.

«Lo ammetto, non sono stato il primo... però di sicuro ero quello che li faceva più buoni!», ha aggiunto Asensi con un sorriso. E i suoi dolcetti arrivavano davvero dappertutto: non solo in Trentino, ma anche a Milano e Jesolo, con qualcuno che veniva addirittura dall'Emilia Romagna, da Bolzano e da Padova pur di assaggiarli. Questo nonostante il negozio, per ammissione dello stesso ex titolare, non fosse in una posizione "vantaggiosa" e centrale.

«Il lavoro non è mai mancato, nemmeno dopo la pandemia, purtroppo però la buona volontà non è bastata e la "sperimentazione" che ho cercato di portare avanti non ha dato i risultati sperati - ha concluso Asensi. - Dal punto di vista economico ho avuto diversi contraccolpi in questi ultimi anni e ricominciare adesso, a 61 anni, non è semplice. Ma sto cercando lavoro e vorrei potermi rimettere in gioco ancora, per continuare a fare il mestiere che amo. Nella mia attività non mi sono mai concentrato solo sul turista, ma ho cercato di accontentare tutti i gusti, portando un po' di "freschezza" non solo nel quartiere ma in tutta la città di Trento e dintorni. So che i cittadini erano legati al negozio e di questo non posso che ringraziarli».