Trento/Progetti

La Sovrintendenza boccia i bagni pubblici in piazza Fiera

«No alle toilette davanti alle mura». Stop anche al progetto della barchessa con il volume trasparente sopra il rudere

I BAGNI PUBBLICI Progetto da 600mila euro
LA BARCHESSA Ecco il progetto di Sossio De Vita vincitore del restauro
ITALIA NOSTRA "Progetto inadatto", la stroncatura dell'architetto Toffolon

di Franco Gottardi

TRENTO. Niente bagni in piazza Fiera e no anche all'edificio trasparente sui ruderi della Barchessa. La Soprintendenza ai beni culturali della Provincia boccia le scelte del Comune e fa tornare tutti alla casella di partenza. Tutto sbagliato, tutto da rifare.

Il doppio no arriva ad iter burocratico avanzato, quando sembrava imminente l'avvio dei lavori. A imporre lo stop è stato il Comitato per i beni culturali, un organismo composto da esperti da tutta Italia incaricato di valutare i principali progetti che riguardino o si interfaccino con edifici tutelati.

Il progetto dei bagni in piazza Fiera risale a più di due anni fa e prevede la realizzazione al posto della vecchia edicola chiusa da anni sotto il pergolato, nell'angolo nord ovest della piazza, di un parallelepipdo con toilettes e zona dedicata ai bebé con reparto allattamento e fasciatoi. Tutto attorno all'edificio era previsto un muro traforato che richiamava il vicino Torrione. Il Comitato ha però ritenuto fuori luogo la scelta. «È stata rilevata l'opportunità di preservare la piazza come spazio aperto e libero» conferma il Sovrintendente Franco Marzatico.

Ed ora cosa succederà? Tutto da rifare, per i wc bisognerà scegliere, nel caso che il Comune li ritenga necessari, un'altra zona. La scelta di realizzare i bagni in piazza era stata criticata in passato da Italia Nostra come inopportuna, non tanto per la vicinanza con il Torrione ma perché avrebbe contribuito a mantenere "oscurate" le mura di piazza Fiera, che l'associazione ambientalista considera poco valorizzate, messe in secondo piano dal percorso degli autobus che passano alla base, dalla vegetazione e eventualmente anche dai gabinetti per i turisti.

Italia Nostra nei mesi scorsi aveva acceso i riflettori anche sul progetto vincitore del concorso bandito dal Comune per la ristrutturazione e valorizzazione della Barchessa, progetto considerato inadatto. Ed anche al Comitato beni culturali non è piaciuta l'impostazione che era stata invece premiata dalla commissione. La richiesta iniziale era quella di realizzare sopra il rudere in cui è attualmente ridotta la Barchessa sud uno spazio-percorso espositivo altamente tecnologico per la presentazione e valorizzazione della città di Trento. La soluzione progettuale premiata era stata quella del raggruppamento formato dall'architetto Sossio De Vita (capogruppo), dall'architetta Damiana Treccozzi e dal geologo Alberto Carbonelli.

Prevede che sopra i ruderi in pietra sorga un volume trasparente in cui realizzare il percorso espositivo. Una soluzione di architettura contemporanea criticata dalla commissione. «Ai progettisti - spiega Marzatico - è stato riconosciuto l'ottimo lavoro di analisi storica ma la struttura è stata trattata come un reperto archeologico, si è pensato di ricostruire una capsula che impone una riduzione degli spazi a disposizione e rimane una entità diversa non più in grado di dialogare con l'altra Barchessa, che sta di fronte». Le aspettative insomma erano quelle di una ristrutturazione in pietra che ricordasse il vecchio magazzino cinquecentesco a servizio del vicino palazzo delle Albere, che sta al di là del sottopasso pedonale alla ferrovia.

Anche in questo caso ora tutto da rifare o quasi. In teoria si potrà assegnare l'incarico di proseguire con progetto definitivo ed esecutivo al secondo raggruppamento classificato nel concorso di progettazione, guidato dalla cooperativa Campomarzio. Per il restauro la cifra di 2 milioni e mezzo è già a bilancio. Ma il rischio che parta la sarabanda dei ricorsi con ulteriori ritardi è dietro l'angolo.

comments powered by Disqus