Trento / Grandi opere

Bypass ferroviario, ecco le analisi Rfi sulla Marzola: «Roccia e sorgenti, non ci sono rischi»

Pubblici i nuovi sondaggi, studiata la montagna attraverso 16 punti analizzati con inclinometri, arriva il via libera all’opera, come conferma il geologo Lorenzo Cadrobbi: «Non ci sono movimenti e criticità importanti»

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di Chiara Zomer

TRENTO. Non ci sarebbero problemi di tenuta della roccia o rischi legati alle sorgenti. L’osservatorio ambientale e per la sicurezza del bypass ferroviario ha pubblicato i dati del monitoraggio realizzato da Rfi prima dell’inizio dei lavori. In sostanza dallo studio arriva il via libera all’opera, come conferma il geologo Lorenzo Cadrobbi: «Non ci sono movimenti e criticità importanti».

E le aree inquinate? «Un’opera come questa permette di mettere in moto una bonifica attesa da decenni».

Legati alla circonvallazione ferroviaria ci sono per lo meno 5 fronti delicati. Quanto e come terrà la Marzola è uno di questi, a cui si aggiunge il tema delle sorgenti. Poi c’è il grandissimo capitolo delle vibrazioni e del rumore, che naturalmente preoccupano soprattutto i residenti della zona vicina all’imbocco nord del tunnel, in San Martino.

Ma il problema più grande in assoluto è quello del passaggio vicino alle aree inquinate di trento nord: il tracciato passa tra il Sin carbochimica, inquinato da idrocarburi e il Sin Sloi , inquinato da piombo teatraetile. E i timori sono tanti. Anche della procura, che ha sequestrato parte dell’area.

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