Opere / Iter

Circonvallazione Tav di Trento, consegnata la relazione sul «Dibattito pubblico», 44 pagine per un confronto «effettivamente dai tempi stretti»

Le osservazioni dei cittadini (840 persone) e degli enti locali inviate alla Commissione Nazionale, c’è anche la richiesta di «opzione zero», ma Ianeselli tronca ogni ipotesi di non fare la galleria: «sarebbe esiziale per la città»

di Domenico Sartori

TRENTO. Andrea Pillon, che ha coordinato il dibattito pubblico sulla circonvallazione ferroviaria di Trento, chiude la presentazione pubblica (online) della sua relazione finale con un «A presto!». Per dire che le 44 pagine di relazione inviate alla Commissione nazionale per il dibattito pubblico e alla Conferenza dei servizi per la valutazione degli esiti e delle osservazioni raccolte» non chiude il percorso avviato il 6 dicembre con la conferenza di lancio.

Non è che Pillon si sia innamorato di Trento e dei suoi cittadini. È che, in effetti, la partita progettuale non è ancora chiusa.

Alla presentazione finale della relazione partecipano anche Paola Firmi, commissaria straordinaria del Corridoio del Brennero, la presidente della Commissione nazionale dibattito pubblico, Caterina Cittadino, l'ingegnere Giuseppe Romeo di Rfi, proponente il progetto, l'assessore provinciale Mirko Bisesti in sostituzione del presidente Maurizio Fugatti, e il sindaco di Trento, Franco Ianeselli. Che, prima dell'«A presto!» di Pillon, osserva: «Ogni grande opera impatta sul territorio. Questa, per Trento, ha la stessa valenza della rettifica dell'Adige e della costruzione della ferrovia a metà '800. È un'opera che inciderà profondamente sulla città, nella direzione del miglioramento».

E la sua ragion d'essere, è convinto Ianeselli, «non sta tanto nelle risorse garantite dal Pnrr, ma nella consapevolezza che non fare niente, con l'apertura del tunnel di base del Brennero, sarebbe esiziale per la città».

Da questo punto di vista, per il sindaco che considera l'opera una grande opportunità per il successivo  "metaprogetto", per l'interramento della ferrovia e la rigenerazione urbana, «il dibattito pubblico è appena iniziato»: un dibattito «per la città che verrà».

La conferenza dei servizi, è stato ribadito ieri, dovrà valutare ed esprimersi su tutte le considerazioni offerte nel dibattito pubblico, per "girare" poi la sua determinazione conclusiva al Comitato speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che a sua volta dovrà motivare eventuali integrazioni al progetto di Rfi.

Nella relazione di Pillon c'è la sintesi dei sei incontri pubblici che hanno raccolto 222 domande (di cui 173 hanno ricevuto risposta in diretta e 49 scritta), in cui a porre domande sono intervenuti 89 soggetti: in totale, hanno partecipato 840 persone (281 in presenza e 559 online); 168 sono quelle che hanno invece partecipato agli 11 incontri tecnici.

La relazione, con allegati i quaderni degli attori del dibattito pubblico, elenca i temi generali e di dettaglio che hanno accompagnato il confronto. Uno, fondamentale, è quello sulla utilità dell'opera: la cosiddetta "opzione zero". Su questo dice la sua Paola Firmi: «Non posso che sottoscrivere l'importanza strategica ed il valore nazionale e internazionale di quest'opera che si inquadra nel potenziamento dell'asse del Brennero, quale tratta di accesso al tunnel di base che sarà aperto nel 2032».

Firmi riconosce, come lo stesso Pillon, che i tempi del dibattito sono stati stretti. «Ma sono stati efficaci per raccogliere i problemi, per migliorare il progetto» dice la commissaria.

Concetto ribadito dall'ingegner Romeo: «I contributi raccolti ci danno lo spunto per migliorare, da subito, il progetto. Questo primo livello avvia l'iter autorizzativo con la conferenza dei servizi. Sarà possibile apportare i miglioramenti attesi».

È il primo caso, in Italia, di dibattito pubblico su un'opera strategica con procedura abbreviata. Caterina Cittadini rassicura: «La Commissione nazionale vigilerà sugli impegni presi da Rfi, come quello di informare i cittadini sugli impatti nel corso dei lavori».

La relazione conclusiva del dibattito pubblico riporta gli otto punti "prescrittivi" della proposta del Comune di Trento (tra cui il prolungamento a nord della galleria e i "cameroni" sotto la collina est per il prosieguo dei treni merci verso nord senza "entrare" in città): una proposta che anticipa il parere che il Comune presenterà alla conferenza dei servizi. «È la prima volta che un ente pubblico interviene con un suo quaderno» dice Pillon, ricordando che la proposta del Comune era stata annunciata dall'assessore Ezio Facchin nel consiglio comunale dell'11 gennaio.

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