Tagli autonomia, Letta prepara le sue proposte

Potrebbero arrivare oggi gli emendamenti del governo alla legge di stabilità, tra i quali quello che migliorerebbe la posizione del Trentino, gravato da impegni con Roma per 835 milioni di euro nel 2014, che si aggiungono ai 568 milioni l'anno definiti dal Patto di Milano

di Francesco Terreri

GIORGIO_TO_4875312.jpgPotrebbero arrivare oggi gli emendamenti del governo alla legge di stabilità, tra i quali quello che migliorerebbe la posizione del Trentino, gravato da impegni con Roma per 835 milioni di euro nel 2014, che si aggiungono ai 568 milioni l'anno definiti dal Patto di Milano. Ma il premier  Enrico Letta  e il ministro dell'Economia  Fabrizio Saccomanni  potrebbero anche aspettare la fase finale del dibattito in commissione Bilancio del Senato. Che oggi si riunisce di nuovo alle 16 e alle 20.30 per completare la scrematura degli oltre tremila emendamenti presentati, già ridotti a duemila ma che si vorrebbero portare a meno di 500. Da domani invece cominciano le vere e proprie votazioni in commissione mentre in aula, dove doveva arrivare oggi, il testo arriverà a fine settimana.


«Il governo può presentare emendamenti quando vuole - ricorda il deputato ex governatore del Trentino  Lorenzo Dellai  - E dopo il Senato c'è il passaggio alla Camera e il secondo passaggio al Senato. Passi avanti però sono stati fatti, la situazione per il Trentino può solo migliorare».

 

 «Ho parlato con  Giorgio Santini , relatore del Pd in commissione Bilancio - spiega dal canto suo il senatore  Giorgio Tonini  - È possibile che l'emendamento del governo venga presentato alla fine. Se sarà un maxiemendamento, bisognerà poi vedere se verrà chiesta la fiducia, ma siamo in una situazione inedita, con il governo che cambia maggioranza nel corso della discussione sul bilancio. Non sappiamo se Forza Italia voterà la legge di stabilità».


«Sulle richieste trentine Letta ha garantito la massima apertura - continua Tonini - Ma al di là delle quantità, su cui si può trovare un punto di equilibrio, bisogna vedere la qualità. Vogliamo essere trattati da autonomie speciali tutelate dalla Costituzione, serve un negoziato e un'intesa, il taglio non può essere effettuato tout court».


«Il ministro  Graziano Delrio  ci dà ragione. Il premier Letta ha capito. Le vera difficoltà è nella Ragioneria generale dello Stato, che non abbandona il suo metodo centralista» afferma il senatore  Franco Panizza . «Tutto il testo della legge di stabilità verrà rivisto dopo le pressioni delle forze sociali. È una manovra finanziaria debole e il governo ha promesso correttivi sulla crescita e le tasse».


«Il vero nodo però - prosegue Panizza - sono i soldi, la copertura finanziaria. Siamo fiduciosi per le aperture di Letta e Delrio e abbiamo fatto bene ad alzare il tiro politico. Ma se non fossero accolti i principi, siamo pronti a non votare la legge. E con i problemi del Pdl e di Scelta Civica, al Senato i nostri voti potrebbero diventare decisivi». 

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