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ROVERETO. L'assessore Achille Spinelli in Consiglio provinciale ha svolto la comunicazione, chiesta dalla minoranza, sulla Marangoni Meccanica. Il vicepresidente della giunta ha ripercorso le fasi difficili che l'azienda ha affrontato negli ultimi mesi e ha ricordato che il tre novembre scorso è stata comunicata la cessazione dell'attività e la procedura di licenziamento collettivo dei 40 lavoratori ancora in forze alla storica azienda.
Comunque, ha sottolineato Spinelli, i dipendenti verranno assegnati a progetti di professionalizzazione e accompagnati alla ricerca di un nuovo lavoro. Con Trentino Sviluppo si stanno comunque cercando alternative. Inoltre, ha argomentato Spinelli, si sono sondate alcune alternative per assicurare la continuità della produzione, ma non si sono trovati imprenditori disponibili, anche perché la tecnologia di Marangoni è stata, nonostante la serietà e l'impegno di dirigenza e lavoratori, superata dai produttori asiatici.
Ma la giunta provinciale, ha concluso Spinelli, continua a tenere ingaggiati i dipendenti che hanno lavorato, con dedizione, in un'azienda importante.Nel prendere la parola il consigliere provinciale di Campobase ed ex sindaco di Rovereto Francesco Valduga ha anche lui sottolineato l'importanza della Marangoni Meccanica, azienda che è stata sostenuta dall'ente pubblico anche come alternativa al settore delle gomme ricoperte in difficoltà di mercato.
Ora però, ha argomentato Valduga, serve un ulteriore stimolo per il sostegno al comparto industriale, per incrementare la capacità di prevenire le crisi e per rafforzare il ruolo di Trentino Sviluppo. La consigliera provinciale del Pd Michela Calzà ha ricordato che per la terza volta ci si trova a parlare in Consiglio provinciale di crisi industriali, e questa volta della crisi di un'azienda importantissima per la storia dell'economia trentina. La Marangoni Meccanica, ha detto ancora, era all'avanguardia e quindi oggi si è costretti a rimpiangere un patrimonio di competenze che Trentino Sviluppo deve tutelare e valorizzare per altre aziende. La consigliera dem ha chiesto poi che la Provincia avvii un'operazione di affiancamento delle aziende che stanno affrontando gravi problemi causati dalla situazione internazionale, dall'accesso al credito e dal costo energetico.
La notizia della fine della Marangoni Meccanica (l'Adige del 17 ottobre scorso) aveva scosso profondamente tutta la comunità roveretana e trentina. «La crisi di Marangoni Meccanica - commentavano a stretto giro i consiglieri provinciali del Pd Michela Calzà e Alessio Manica - non è un caso isolato, ma il segnale di una fase complessa in cui il contesto internazionale e geopolitico rende più difficile per le nostre imprese espandersi sui mercati tradizionali. Occorre una Provincia capace di accompagnare le imprese in questa transizione, aiutandole a innovare, a diversificare la produzione e a trovare nuovi spazi di sviluppo. Solo così potremo preservare lavoro qualificato, competitività e futuro industriale per il Trentino.
Ancora una volta ribadiamo la necessità di investire in un vero piano di sviluppo del settore manifatturiero, a sostegno delle realtà produttive che già operano, ma anche capace di individuare nuovi settori e segmenti a maggiore potenziale, valorizzando appieno il patrimonio di innovazione, ricerca e sviluppo del nostro territorio».


