ROVERETO. Non accenna a placarsi la querelle sulla presenza - ancora oggi, a distanza di un secolo dalla proclamazione - di Benito Mussolini tra gli Agiati della prestigiosa Accademia roveretana.

Dopo l'intervento della presidente Patricia Salomoni che riferiva l'intenzione espressa dal Consiglio di voler mantenere il nome del Duce tra i 400 soci, era immediatamente seguito l'intervento del pedagogista Fabiano Lorandi che invitava gli accademici a ripensarci, tacciandoli di "revisionismo storico". Mario Cossali, presidente dell'Anpi della Vallagarina, suggeriva piuttosto di coinvolgere l'assemblea dei soci, mettendo però in guardia rispetto alla "cancel culture".

Tempestiva era giunta anche la voce del gruppo "Sinistra italiana" di Rovereto, che si appellava alle forze politiche e alle istituzioni chiedendo a gran voce una presa di posizione in merito. Entra ora nel dibattito il professore e antropologo Duccio Canestrini, socio degli Agiati dal 2016.

Professore, innanzitutto, si parla di rischio di "cancel culture", una rimozione del passato. Cosa ne pensa?

Ho sempre criticato gli eccessi della cultura della cancellazione e del politicamente corretto stucchevole, ma mi pare ovvio che i popoli appena possono, abbattano le statue dei dittatori. Nessuno vuole cancellare la Storia, anzi, vorrei qui ricordarla a chi forse l'ha dimenticata. Qualcuno sostiene che la politica non c'entra con la cultura dell'Accademia, ma l'argomentazione non sta in piedi. Mussolini fu aggregato come socio onorario proprio per ragioni politiche, certo non per i suoi meriti in campo scientifico o umanistico. Ricordo che Mussolini fu alleato di Hitler e negli anni '20 e nei primi anni '30, Hitler vedeva Mussolini come un mentore e un modello, copiandone simboli e metodi. Se Adolf Hitler o uno dei medici nazisti nei lager risultassero soci cosa faremmo?

Chi si pronuncia per il mantenimento di Mussolini tra gli Agiati si richiama alla necessità di contestualizzare e dunque storicizzare la nomina, avvenuta nel 1926.

Facciamo quindi finta di non sapere che stiamo parlando di un dittatore, un criminale di guerra, membro dell'Accademia degli Agiati? Mandante di omicidi politici, in Italia e all'estero, di massacri in Etiopia, sponsor delle squadracce di camicie nere, promulgatore di leggi razziali che condannarono alla deportazione in campi di concentramento migliaia di italiani ebrei. Scherziamo? Il best seller internazionale "Mussolini ha fatto anche cose buone" di Francesco Filippi, che ha come sottotitolo "Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo", dovrebbe essere un testo scolastico.

Quale valenza assumerebbe la decisione di togliere il nome del Duce dall'Accademia?

Rimuovere Mussolini dal sodalizio sarebbe un importante gesto simbolico e deontologico. Stiamo parlando di un insieme di persone che, come tutti i membri di un clan, di un club o di un'associazione, si uniformano a uno spirito, condividono un'etica e dei valori. La figura di un criminale tra di noi costituisce un disonore per l'Accademia stessa.

Qual è oggi, a distanza di oltre due secoli e mezzo dalla sua fondazione, il ruolo dell'Accademia roveretana degli Agiati?

Storicamente, a partire dal Settecento, l'Accademia ha utilizzato una politica di aggregazione di intellettuali italiani ed europei per consolidare il proprio prestigio culturale. Se l'eliminazione del nome di Benito Mussolini dal sodalizio non avverrà con delibera del Consiglio Accademico, spero sia l'Assemblea dei soci a caldeggiarne l'espulsione. Mussolini fu imposto come socio onorario, perché eravamo sotto una dittatura. L'Accademia degli Agiati si divide in due sezioni, la Classe di Scienze matematiche, fisiche e naturali e la Classe di Scienze umane, Lettere e Arti. Se proprio vogliamo tenerci Mussolini dobbiamo creare una Classe di Scienze disumane.