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ROVERETO. Il 24 ottobre è la data della scadenza naturale della gestione di Alfio Ghezzi della caffetteria del Mart. Fra poco più di un mese e mezzo scade infatti l'incarico quinquennale che lo chef non ha prorogato. E per allora dovrebbe esserci almeno il parere della commissione tecnica su chi prenderà le redini dell'esclusivo locale che si affaccia su una delle piazze più iconiche di Rovereto.
L'annuncio dell'addio di Ghezzi era stato ufficialmente dato a maggio dalla Provincia che in un comunicato aveva annunciato che entro la fine dello stesso mese, gli interessati avrebbero potuto palesare la propria "manifestazione di interesse" per partecipare alla gara pubblica. Il passo successivo è del 20 giugno quando il Mart, quale ente committente, ha conferito ad Apac, l'agenzia provinciale per gli appalti e i contratti, la predisposizione dei documenti necessari per una procedura negoziata, quindi ad invito.
Agli operatori economici che sono stati selezionati sono state quindi inviate le lettera loro dedicate con il termine perentorio del 5 agosto per dare una risposta. E, anche se al momento non è chiaro quante siano, le risposte, ma delle manifestazioni di interesse ci sono state. O almeno una, visto che come atto logicamente conseguente, è stata nominata dalla Provincia la commissione tecnica che dovrà esaminare le offerte che sono arrivate. Fanno parte di questa commissione - che ha massimo un mese e mezzo per terminare il suo lavoro - Massimo Eder, dirigente del Servizio Affari generali e contabilità del Muse - Museo delle Scienze di Trento con la qualifica di presidente, Massimo Fasanelli, responsabile ufficio gestione risorse servizio biblioteca e archivi del Comune di Rovereto come commissario e Margherita de Pilati, sostituto direttore dell'ufficio servizi al pubblico, promozione e attività sedi museali di Trento del Mart in qualità di commissario, anche con funzioni di segretario verbalizzante.
Quindi l'indicazione dei tempi: «Anche al fine del rispetto delle disposizioni recate dal Codice dei contratti pubblici inerenti il monitoraggio dell'efficienza decisionale nello svolgimento delle procedure di affidamento - si legge nella determina del 4 settembre - si dispone che i lavori della Commissione tecnica, nella parte strettamente inerente la valutazione delle offerte tecniche, dovranno essere iniziati entro 7 giorni dalla notifica del presente provvedimento e concludersi entro il termine massimo di 45 giorni decorrenti dalla scadenza del termine fissato per l'avvio degli stessi.
Il Presidente della Commissione, nella prima riunione, dovrà definire il calendario dei lavori da consegnare al Servizio Contratti e centrale acquisti per la verifica della compatibilità della tempistica rispetto al termine massimo di conclusione della procedura».In base a quanto previsto dal Mart «la concessione del servizio (5 anni prorogabili per altri 3) sarà aggiudicata in base al criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo con l'aggiudicazione all'offerta che conseguirà il maggior punteggio.
La valutazione delle offerte terrà conto dei seguenti elementi: massimo 70 punti su 100 per l'elemento "tecnico" e massimo 30 per l'elemento "prezzo"».
L'apertura del locale caffetteria è stata contestuale a quella del museo, nel 2002, ma nel 2017, dopo un periodo di chiusura, era stato deciso di rivedere la struttura di questi spazi per renderli più coerenti con il museo ideato da Mario Botta e caratterizzato dalla cupola che copre parzialmente la piazza sulla quale si affaccia la caffetteria.
Il progetto di restyling - curato dallo studio di architettura di Paolo Baldessari - era stato redatto in modo che la nuova caffetteria fosse diversa da quella precedente, e anche da un comune bar o ristorante veloce. L'architetto Baldessari aveva deciso di arredare la caffetteria con i mobili disegnati dai cosiddetti "grandi maestri" del design italiano del Novecento, andando a scegliere tavoli e soprattutto le sedute nella collezione dei mobili tuttora in produzione e ideati dai grandi del "Made in Italy".
Alcuni di questi sono pezzi molto noti tra i conoscitori e gli amati della storia del design. Ci sono quindi pezzi disegnati da Albini, Castiglioni, Magistretti, da altri ancora, e che hanno fatto la storia del design nel Novecento.


