Finalmente il rifugio Zugna troverà chi lo gestisce: infatti sono ben sei i soggetti che hanno partecipato all’asta pubblica per la concessione in uso indetta dal Comune di Rovereto. La seduta si è tenuta l’altro pomeriggio alle ore 14.30 presso l’Ufficio gestione del patrimonio in piazza Podestà, e i risultati sono stati più che soddisfacenti perché sottolineano la volontà di credere nello sviluppo dello Zugna. 
L’assessore comunale Maurizio Tomazzoni è soddisfatto: «Tanta partecipazione riconosce l’alta valenza del sito ed il valore paesaggistico di un luogo su cui l’amministrazione comunale vuole continuare ad investire. È una buona notizia per Rovereto e per il suo territorio».
La vicenda del rifugio Zugna ha visto momenti alterni. Dopo anni di gestione su base volontaristica, nel 2014 era stato firmato un contratto tra il comune di Rovereto e la ditta Parco Laghetti di Stefano Zanellato: l’accordo era della durata di sei anni, ma ancora dall’anno scorso si era inasprito il rapporto tra le due parti.  
Il gestore lamentava la mancata manutenzione degli impianti del rifugio e problemi con la valorizzazione del luogo, significativo per gli eventi della Grande Guerra, mentre il Comune chiedeva il pagamento di affitti arretrati. La situazione è andata sempre più deteriorandosi e durante l’inverno scorso, così nevoso, Comune e gestore non hanno trovato un accordo sullo sgombero della strada. Altri dissidi sono sorti per quanto riguardava la capienza dei posti letto, troppo pochi per ospitare intere classi scolastiche. 
È finita con un brutto divorzio a luglio scorso, proprio nel cuore della stagione turistica. Ecco che sono intervenuti i volontari dell’associazione Pernici della Piof, appassionati di montagna e dello Zugna che si sono impegnati in prima persona e hanno salvato il salvabile tenendo aperto il rifugio nei giorni di massimo afflusso. Ma che hanno poi deciso di non partecipare al bando. 
Giovedì si è dunque tenuta la seduta pubblica per l’assegnazione del rifugio, con la bella notizia che si sono resi disponibili ben sei soggetti qualificati pronti a prendersi cura del rifugio dei roveretani, a poca distanza dalla cima e a pochi passi dall’Osservatorio astronomico gestito dal Museo Civico di Rovereto.