Rovereto / Il caso

L'uccisione di Eleonora Perraro, la sentenza: «Omicidio crudele; l'ergastolo per Marco Manfrini è la giusta pena»

Depositate le motivazioni della Corte d’assise che ha condannato l'artigiano per il femminicidio della moglie, avvenuto a Nago il 5 settembre 2019

LA SENTENZA Omicidio di Eleonora Perraro, ergastolo per Marco Manfrini
IL FATTO Uccisa di botte a Nago
FEMMINICIDI Una lunga scia di sangue

 

di Nicola Guarnieri

ROVERETO. Marco Manfrini, a luglio, è stato condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio della moglie Eleonora Perraro, avvenuto a Nago, la notte del 5 settembre 2019.

Ora la Corte d’assise ha depositato la sentenza: «In mancanza di una confessione - sottolineano i giudici - non è dato evincere con certezza il movente dell’omicidio. Ma la condizione della donna era tale da non contrastare l’aggressione».

La vittima «venne sottoposta ad un livello di dolore esorbitante» e Manfrini diede prova di «capacità delinquenziale» e di «crudeltà nella commissione del delitto».

«Dall'istruttoria svolta - riporta ancora la Corte in sentenza - non sono affiorati elementi concreti e verosimili che consentano di ipotizzare l'imputabilità dell'azione omicidiaria ad un terzo soggetto e non sono emerse tracce certe ed univoche le quali, in ossequio alla giurisprudenza della suprema corte, consentano di non affermare la penale responsabilità dell'imputato al di là di ogni ragionevole dubbio».

Manfrini, comunque, oltre a ribadire di non ricordare nulla di quella sera si è sempre dichiarato innocente.

«In mancanza di una confessione - sottolineano i giudici - non è dato evincere con certezza il movente dell'omicidio né può considerarsi provato che Eleonora venne uccisa per aver rifiutato un rapporto sessuale».

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