ARCO. Fermare le speculazioni edilizie sui terreni agricoli senza ostacolare chi vive realmente di agricoltura. È la richiesta della Coldiretti Trentino Alto Adige in vista dell’approdo in Consiglio comunale della variante al piano regolatore di Arco. Il presidente della sezione Alto Garda e Ledro, Romano Calzà, apprezza la volontà dell’amministrazione di intervenire sugli abusi, ma avverte: «Ci sono criticità che limitano pesantemente l’operatività delle vere imprese agricole».

Secondo Coldiretti, le nuove disposizioni rischiano di penalizzare soprattutto le aziende agricole di piccole dimensioni. L’associazione chiede di mantenere la superficie minima di due ettari per realizzare strutture agricole, consentendo di conteggiare anche terreni nei comuni limitrofi dell’Alto Garda. Una richiesta legata alla frammentazione delle proprietà, visto che molte imprese locali non superano 1,5 ettari.

Tra le modifiche sollecitate figurano il mantenimento del lotto minimo di 3.000 metri quadrati, la possibilità di realizzare interrati fino a 500 metri quadrati e l’utilizzo del 30% della superficie utile netta degli edifici esistenti per attività connesse all’agricoltura. Per l’associazione si tratta di condizioni necessarie a garantire lo sviluppo delle aziende professionali.

Forti perplessità riguardano anche la mappatura degli Ambiti Agricoli Identitari e i divieti previsti nelle aree individuate. «Vogliamo collaborare per fermare le speculazioni, ma esigiamo che le nostre aziende professionali vengano tutelate», ribadisce Calzà, chiedendo un confronto con l’amministrazione e controlli rigorosi su chi aggira le norme.