TENNO - Profanata, di nuovo, la stele di Alba Chiara Baroni, a Tenno. Una morsa allo stomaco quella che, ieri pomeriggio, 29 luglio, la famiglia Baroni ha vissuto durante la consueta visita alla lapide commemorativa della figlia, in località Grom. Lì, in quel luogo dove lo sguardo di Alba Chiara illumina l'Alto Garda, una simile violazione appesantisce il cuore a due giorni dall'ottavo anniversario del femminicidio della 25enne, uccisa dal fidanzato (poi toltosi la vita) il 31 luglio 2017.

«Grazie mille a chi ha rotto le luci alla stele - ha scritto papà Massimo Baroni - un dispetto antipatico e molto doloroso, considerata la data.

Riposizioneremo le luci e stavolta non faremo denuncia: il problema non sono i ragazzini, ma gli adulti. Per questo ho deciso di raccontare l'accaduto su Facebook. D'altronde, in otto anni Tenno non si è mai interrogato. Ora i nostri pensieri sono per Alba Chiara: stasera, alle 18, la ricorderemo nella chiesa di Santa Maria Assunta di Riva».

La stele, inaugurata il 25 novembre 2018, era stata vandalizzata già il 12 giugno 2019: ignoti avevano rubato i precedenti faretti. Negli anni non sono mancati altri episodi.

«Mi fanno pena - si è sfogata mamma Loredana Magnoni - sono persone fallite».

«È profonda la tristezza con cui ho appreso l'ennesima profanazione alla stele - ha aggiunto Gianluca Frizzi, ex sindaco di Tenno - all'epoca, feci incidere sulla targa della lapide "vittima di femminicidio" perché tale parola rappresenta ciò che divise il paese e ciò che ha ucciso Alba Chiara e tutte le donne non sottostanti alle aspettative di uomini ignoranti, convinti di essere loro proprietari. Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il disegno di legge sul reato di femminicidio: spetta alla Camera confermare quello che qui accadde 8 anni fa».

Tantissimi i messaggi di solidarietà in rete. Però, non bastano: il primo passo per riconoscere ed estirpare la violenza di genere è educare la comunità.