RIVA DEL GARDA. La segnalazione alla polizia era partita da una gelateria della centrale piazza Catena. C'erano quattro persone che si aggiravano fra i tavolini del locale e stavano insistendo molto con i clienti che si stavano godendo un momento di relax, per avere del denaro.

Si è scoperto che i quattro agivano armati di cartellette e in nome di una (pare) fantomatica associazione che raccoglieva fondi per sostenere i bambini malati di tumore nel loro percorso. Dopo l'intervento dei poliziotti i quattro sono stati rintracciati - in momenti diversi - sempre nel centro di Riva e quindi portati in commissariato per l'identificazione e la conseguente denuncia per "esercizio molesto dell'accattonaggio".

L'articolo 669 bis del codice penale punisce «chiunque esercita l'accattonaggio con modalità vessatorie o simulando deformità o malattie o attraverso il ricorso a mezzi fraudolenti per destare l'altrui pietà». E sarebbe proprio questo il caso visto che per raccogliere denaro - sono stati sequestrati 85 euro - facevano leva sulle necessità di bambini oncologici, bambini impegnati a vincere la loro battaglia contro il tumore.

Da una prima verifica della polizia sull'associazione che veniva indicata come riferimento per la raccolta fondi, era emerso che questa non esisteva. O meglio gli unici riferimenti che sono venuti alla luce facevano riferimento proprio ad una attività truffaldina. Nell'aula del dibattimento del tribunale di Rovereto sono stati ascoltati gli ultimi testi.

La pm ha quindi chiesto la condanna di tre dei quattro imputati a 3 mesi di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di 3mila euro di multa. Per il quarto, accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale perché avrebbe cercato di scappare due volte ai poliziotti, a 6 mesi e 15 giorni.

La difesa, avvocato Francesca Zanoni, aveva invece chiesto l'assoluzione con la formula del "fatto non costituisce reato". Richiesta in parte accolta dal giudice che ha condannato solo uno del quartetto (quello chiamato a rispondere della resistenza) e 6 mesi e dieci giorni. Gli altri sono stati assolti per la tenuità del fatto. Dei soldi sequestrati è stata ordinata la confisca.