RIVA DEL GARDA. Un sentiero che torna a vivere e che resterà come uno dei segni più concreti del Centenario della Sat di Riva del Garda. Sabato 3 ottobre la sezione rivana vivrà uno degli appuntamenti più importanti del programma dei cento anni con l’inaugurazione del “Sentiero del Centenario”, nato dal recupero di un antico tracciato militare nella valle del Magnone e destinato a ripristinare il collegamento escursionistico tra il Rifugio San Pietro e il Rifugio Bocca di Trat “Nino Pernici”, interrotto da anni a causa di una frana attiva.

Quattro escursioni partiranno nel corso della mattinata seguendo itinerari e modalità differenti – escursionismo, Alpinismo Giovanile, Sat&Bike, V.I.P. e Sat Family – per convergere tutte a Bocca di Trat, dove alle 11.30 si terrà la cerimonia ufficiale di inaugurazione con la partecipazione del Coro Cima d’Oro. Alle 12.45 la giornata proseguirà con il pranzo al Rifugio Pernici. Non soltanto, dunque, un evento per celebrare i cento anni della Sezione, ma un’opera destinata a rimanere sul territorio, restituendo agli escursionisti un collegamento tra luoghi e rifugi profondamente legati alla storia della Sat rivana.

Il nuovo tracciato risale la valle del Magnone recuperando un vecchio sentiero militare attraverso un ambiente ancora selvaggio. È un itinerario impegnativo, classificato EE, lungo 13,5 chilometri, con 1.200 metri di dislivello positivo e negativo e circa sei ore e mezza di percorrenza. Lungo il cammino si attraversa il torrente Magnone, percorrendone anche il greto, e si supera una balza rocciosa attrezzata con un cordino d’acciaio. Dai resti di Malga Magnone si raggiunge Bocca Magnone, per poi proseguire lungo la dorsale fino al Sentiero della Regina e quindi a Bocca di Trat.

«Il Centenario non poteva essere soltanto l’occasione per ricordare ciò che la nostra Sezione ha fatto in questi cento anni – spiega Michele Mandelli, presidente della Sat di Riva del Garda –. Volevamo lasciare qualcosa alla montagna e a chi continuerà a frequentarla. Dietro questo sentiero ci sono lavoro, conoscenza del territorio e soprattutto tante ore messe a disposizione dai nostri volontari». Un valore sottolineato anche dal presidente della Sat Cristian Ferrari: «Un sentiero non è semplicemente una linea tracciata sulla montagna. È un pezzo di territorio di cui qualcuno si prende cura, è memoria, collegamento e possibilità di conoscere la montagna».