ALTO GARDA - La raccolta delle olive è iniziata da qualche settimana e l’annata si presenta molto bene. La quantità è abbondante, 25 mila quintali per l’Alto Garda, la resa è molto alta, dal 12 al 15%, e la qualità è «eccezionale».

All’Agraria di Riva del Garda si conta di frangere quest’anno «dai 12 ai 15 mila quintali», fa sapere il direttore Massimo Fia: circa il sessanta per cento di olive in più rispetto allo scorso anno, quando i quintali erano stati seimila. L’Agraria lavora circa i due terzi dell’oliva del Garda Trentino.

Alla coltivazione degli olivi si dedicano 1.600 persone. Le piante sono 120 mila, per l’80% della varietà Casaliva, e la superficie coltivata è di 500 ettari.

Il clima e la subirrigazione

«Finalmente abbiamo avuto la stagione giusta, assomiglia molto al 2022, quando ci fu un’estate calda simile a quella di quest’anno - ha commentato Fia -. Il merito è del tempo, ma anche del sistema di irrigazione sotterranea che come consorzi abbiamo realizzato con lungimiranza una ventina d’anni fa. Le piante non hanno avuto stress idrico: il Brione, ad esempio, è sempre stato verde. Il sole ha lavorato bene e sia per l’uva sia per le olive è stata una stagione strepitosa».

«Anche la poca pioggia estiva è arrivata nei momenti giusti a dare una mano alla subirrigazione. È arrivata a fine maggio e inizio giugno per la fioritura, a fine luglio per l’indurimento del nocciolo e da fine agosto a tutto settembre, quando nella polpa si forma l’olio».

Il caldo estivo ha fatto diminuire anche le fitopatie e la mosca olearia: «Pochissimi trattamenti, uno o due, cosa che ha comportato anche un risparmio».

Le caratteristiche dell’olio nuovo

La produzione è «buona anche se non da record; eccellente la resa in olio; qualità straordinaria perché l’oliva matura al punto giusto viene raccolta e franta subito. Abbiamo caratteristiche eccezionali: come sentore un fruttato molto verde, da erba appena tagliata; l’amaro piccante con i polifenoli, antiossidanti. Due cucchiai al giorno ci forniscono gli Omega 6 di cui il nostro corpo ha bisogno assieme all’acido linoleico».

Mercato e prezzo ai contadini

Sul mercato «il nostro olio è sempre più richiesto, perché è molto apprezzato e perché nel tempo abbiamo fatto un percorso di qualità non indifferente. L’olio del Trentino è conosciuto a livello internazionale per la qualità, perché nasce dalla campagna ma anche perché è lavorato bene in frantoio e in agraria. Quando vent’anni fa abbiamo iniziato a commercializzarlo ci prendevano in giro: il Trentino lo vedevano come sci, malghe e formaggio. Invece abbiamo fatto scuola».

«Quest’anno liquidiamo i contadini a 16,5 euro al chilo. Sono cifre importanti, anche se non sufficienti, perché il lavoro in olivaia è immane: è tutto fatto a mano e questo comporta costi enormi».

Fia loda quindi le «1.600 persone che coltivano l’olivo in maniera maniacale e appassionata». Così, dice, creano il paesaggio-giardino dell’Alto Garda, con i suoi terrazzamenti, e garantiscono la sicurezza idrogeologica. «Turisti e albergatori traggono beneficio sia dall’olio sia dall’ambiente, ma dietro c’è tutto un lavoro in campagna e di backoffice a cui va resa giustizia. Dando all’olio un respiro internazionale riusciamo a garantire loro un reddito».