TRENTO. Neanche il tempo di celebrare l'arrivo del Bike Festival edizione numero 32 (la terza completamente sotto l'egida dell'Apt Garda Dolomiti), ed ecco che riesplodono le polemiche sul mancato rispetto di divieti e regole da parte di decine, se non centinaia, di appassionati delle due ruote "dentate". Proprio il giorno dopo la presentazione del festival internazionale che andrà in scena a Riva dal 1° al 3 maggio, il Coordinamento Tutela Ambiente dell'Alto Garda e Ledro denuncia una situazione pesante dal punto di vista ambientale e chiede alla stessa Apt e ai Comuni una maggiore attenzione su questo problema che si trascina ormai da decenni.

«Non si intende demonizzare le iniziative volte alla valorizzazione del settore turistico - osservano le dieci associazioni sia ambientaliste che culturali che compongono il Coordinamento - Segnaliamo però come le stesse abbiano sicuramente anche delle ricadute negative sulla integrità e qualità del nostro territorio: discese frequenti su sentieri con divieto di transito per veicoli a motore e biciclette, allargamenti e trasformazioni di sentieri storici e naturalistici, allestimenti di nuove piste per Mtb, deterioramento di sentieri frequentati da camminatori, mancata manutenzione, proliferazione di sentieri abusivi anche in proprietà private su prati e coltivazioni, o in aree naturalistiche e storiche sotto tutela, carenza nei controlli delle infrazioni, inevitabile conflitto tra camminatori, proprietari di fondi e ciclisti. Un aumento indiscriminato di mountain bike provoca inevitabilmente un incremento non controllato delle discese. Alcuni bikers locali (spesso con bici elettriche dal peso notevole) hanno tracciato in diversi luoghi dei percorsi di discesa che spesso passano in zone delicate per la presenza di opere della Grande Guerra e di flora e fauna, mettendo a rischio la loro integrità. Tali percorsi sono spesso su sentieri storici che meriterebbero di essere tutelati. I turisti e i residenti non sono informati adeguatamente dei percorsi corretti e dei divieti anche a causa di cartelli poco visibili, divelti o danneggiati. Sarebbe utile un'opera di maggior informazione attraverso la messa in opera di una cartellonistica adeguata trilingue ( Italiano, tedesco, inglese) posta all'inizio dei sentieri, al fine di dissuadere da attività non consentite. E posizionare delle transenne in legno agli accessi dei sentieri non consentiti limiterebbe il passaggio ai soli pedoni. Una presenza più attiva degli enti addetti alla sicurezza e gestione del territorio, con l'emissione di sanzioni per i molti casi giornalieri di mancato rispetto della legge, darebbe un messaggio forte» incalza il Coordinamento.

Che indica gli interventi da mettere in campo: «Pianificare con l'aiuto di tutti gli organi pubblici, associazioni e comitati di cittadini, la tutela, il ripristino e la manutenzione dei sentieri storici; informare tramite cartellonistica, social, siti internet del turismo, etc., sulla peculiarità delle zone interessate e sui divieti da rispettare; prevedere un presidio in occasioni di grandi eventi (Bike Festival, Rock Master, etc.) per favorire il corretto utilizzo dei sentieri indicati; regolare gli accessi dei sentieri di ingresso alle aree riservate ai pedoni o protette, con apposite transenne che permettano il passaggio solamente di persone a piedi; fare un'opera forte di sensibilizzazione, informazione e controllo».