RIVA. Che vi piaccia scalare qualche vetta o immergervi nelle profondità del lago dalle parti di porto S. Nicolò, beh, sappiate che ai due estremi c'è qualcosa forgiato dalle mani grandi e sapienti di Lino Brunelli, "Lino ferer" come si firmava sempre e si faceva chiamare dagli amici. Lino Brunelli se n'è andato lunedì, aveva 87 anni e a portarlo via è stata un'emorragia cerebrale che lo ha colpito improvvisamente mentre si trovava con la moglie Maria Vittoria e il figlio Gabriele nella sua adorata casa ai Grassi, a pochi passi dalla Capanna presa d'assalto dai turisti in questi mesi estivi.

Brunelli si è sentito male poco prima di scendere a Riva per alcune visite, il figlio Gabriele si è accorto subito che doveva essere qualcosa di grave e ha chiamato i soccorsi. Con l'elicottero del 118 è stato trasferito d'urgenza al Santa Chiara ma non c'è stato nulla da fare. Così, come i fulmini dei temporali estivi di questi giorni, Riva si ritrova improvvisamente trafitta al cuore.

Il nome di Lino Brunelli è legato indissolubilmente ad alcune «icone» del mondo della montagna altogardesano ma non solo. Nel suo laboratorio di artigiano del ferro a San Nazaro, sono state plasmate e preparate le lunghe scale della ferrata dell'Amicizia che sale a Cima Sat, sulla Rocchetta (e che nel 2022 ha festeggiato il mezzo secolo di vita) ma anche tratti della ferrata Che Guevara al Monte Casale, delle scalinate del percorso Busatte-Tempesta e lì, a una quindicina di metri di profondità a largo di Porto S. Nicolò, parte della statua in metallo del Cristo Silente, realizzata su disegno dell'artista rivano Germano Alberti.

Attivo per anni anche nell'Associazione Artigiani dell'Alto Garda e Ledro, Brunelli è stato un grande appassionato di montagna e una figura molto attiva all'interno della Sat, sia di Riva che di Arco. In quest'ultima è stato anche istruttore di roccia, alpinista "vecchio stile", senza scorciatoie o sotterfugi. «In montagna si fa fatica ma senza fatica non si apprezzano le cose» amava dire. E quando l'arrampicata è divenuta quasi un business e c'è stato l'avvento del magnesio per aiutarsi a vincere la roccia, lui si è fatto da parte, in silenzio, senza polemiche.

«Lino aveva la Sat nel cuore - ricorda Mauro Caceffo, tra i grandi protagonisti della nascita della ferrata dell'Amicizia a Cima Sat assieme a Renzo Tonelli, Giorgio Bombardelli, Mario Foletti, Gino Bugoloni e Franco Micheloni - Era una persona schiva ma sempre disponibile a dare una mano». «Un'alpinista fortissimo - ricorda anche Marco Matteotti, già presidente della Sat di Riva - ma soprattutto un cuore gentile. Col suo gruppo di amici, di cui faceva parte mio suocero Luigi Piccioni, una volta ci portò sulla cima dell'Adamello». I funerali di Lino Brunelli si svolgeranno venerdì alle 16 in chiesa Arcipretale.