ARCO. Una comunità intera si stringe attorno alla famiglia di Cristiano Maino, il 21enne di Arco morto ieri mattina, 13 agosto, in un tragico incidente stradale a Villa Banale. A esprimere il cordoglio dell'intera città è la sindaca Arianna Fiorio, che ha voluto rivolgere un pensiero alla famiglia del ragazzo, a nome di una comunità rimasta letteralmente sotto shock per la terribile notizia.

«Ho appreso con sgomento dell'ennesima strage sulle strade che ha spezzato la giovane vita di Cristiano, una tragedia per i genitori, la famiglia e gli amici, ma anche per tutta la nostra comunità», ha dichiarato la prima cittadina in una nota stampa. «Qualunque genitore ha tra le sue maggiori preoccupazioni ciò che può accadere ai propri figli sulle strade. E, come mamma di due ragazzi di 23 e 26 anni, posso solo immaginare lo strazio provocato da questo terribile evento».

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«Una notizia che ha lasciato tutti smarriti e che ci ricorda quanto le nostre vite siano legate a un filo e quanto gli incidenti siano spesso una questione di attimi», ha proseguito la sindaca. «Di fronte a un dolore così grande non ci sono parole di consolazione: l'intera comunità di Arco, l'amministrazione comunale ed io personalmente ci stringiamo attorno a Francesca e a tutta la famiglia di Cristiano».

La notizia della scomparsa del giovane 21enne ha scosso profondamente Arco, dove Cristiano Maino era conosciuto e benvoluto. Iscritto alla facoltà di ingegneria a Trento, durante l'estate stava svolgendo un lavoro stagionale in zona e ieri mattina era proprio diretto al lavoro.

In gioventù aveva militato nelle file del Rugby Alto Garda, dal minirugby fino all'Under 14-15. E lo stesso percorso lo aveva compiuto il fratello minore, Gabriele. All'epoca presidente del sodalizio benacense era Debora De Pasca, letteralmente sconvolta dalla notizia della scomparsa di Cristiano: «Cristiano era un ragazzo tranquillo e socievole con tutti, molto partecipe a tutte le iniziative del gruppo - ricorda - Veramente una bella persona. C'erano lui e il fratello minore ma in quegli anni tutta la sua famiglia ci ha dato una mano importante».

«L'ultima volta che l'ho visto è stato lui a salutarmi per primo. D'altronde, a quell'età si cambia velocemente e io non l'avevo riconosciuto subito. Questo per dire quanto fosse educato e rispettoso. Lo ricordo - prosegue l'ex presidente Debora De Pasca - con un bellissimo sorriso. Mi aveva fatto molto piacere incontrarlo e, soprattutto, quel suo gesto mi aveva fatto pensare che avesse conservato un bel ricordo del periodo in cui aveva frequentato l'associazione».