PHOTO
ARCO. L’ospedale di Arco potenzia l’urologia con due nuove attività specialistiche: la litotrissia extracorporea a onde d’urto per il trattamento dei calcoli urinari e la biopsia prostatica transperineale ecoguidata. L’obiettivo è offrire più prestazioni sul territorio, limitando gli spostamenti dei pazienti fuori provincia.
La calcolosi urinaria è una delle patologie urologiche più diffuse e in Trentino raggiunge una prevalenza stimata del 15%. La nuova litotrissia permette di frammentare i calcoli attraverso onde d’urto generate all’esterno del corpo: i frammenti vengono poi eliminati naturalmente. Il trattamento viene effettuato in regime ambulatoriale, con ridotta invasività e tempi di recupero brevi. Finora per questa prestazione molti pazienti dovevano rivolgersi all’ospedale di Bolzano.
Novità anche sul fronte della diagnosi delle patologie della prostata, grazie all’arrivo di un ecografo ad alta definizione che permette di effettuare biopsie transperineali ecoguidate. La tecnica consente un campionamento più preciso delle aree sospette e permette di ridurre il rischio di complicanze infettive rispetto agli approcci tradizionali.
«L’avvio della litotrissia ad Arco ha una valenza strategica perché consente ad Asuit di completare l’offerta terapeutica per la calcolosi urinaria», sottolinea il direttore dell’Unità operativa multizonale di urologia di Trento Tommaso Cai. Le nuove tecnologie consentono così di ampliare i percorsi di cura disponibili direttamente all’interno della rete sanitaria trentina.


