Il caso

Lo "scippo" della carne salada, l'ira del Garda: «Ok l'Igp ma non chiamatela trentina»

L'Azienda per il turismo ritiene che la dicitura non valorizzi le tradizioni del Basso Sarca e Ledro, rischiando di aprire la strada a usi impropri e a future denominazioni concorrenti

TRENTO. L’inserimento della “Carne Salada del Trentino” nel registro europeo delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) ha concluso il suo iter ieri, 2 ottobre, con l’avvenuta registrazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, che ne sancisce il riconoscimento comunitario, diventando la 895° IGP italiana.

Sul tema, Garda Dolomiti Azienda per il Turismo S.p.A. ha espresso soddisfazione e preoccupazione, ad un tempo, ritenendo che la disposizione non riconosca adeguatamente la storia e la tradizione del territorio dell’Alto Garda e della Valle di Ledro, dove la carne salada affonda le sue radici ed è in larga parte prodotta e promossa.

La denominazione “Carne Salada del Trentino” rischia infatti di ridurre la rappresentatività delle aree storiche e, per la sua formulazione, di aprire la strada a future IGP o utilizzi al di fuori del territorio, in contrasto con la tradizione.

“Accogliamo positivamente l’IGP come strumento di tutela ma il nome scelto è sbagliato: chiediamo che si rispetti la tradizione e la denominazione che si fonda nei luoghi d’origine dell’Alto Garda e della Valle di Ledro. La denominazione ‘Carne Salada del Trentino’, nella formulazione attuale, non valorizza e non considera un’eccellenza identitaria, e rischia di dare spazio a produzioni e IGP fuori dai confini provinciali,” ha spiegato il Presidente di Garda Dolomiti Azienda per il Turismo S.p.A. Silvio Rigatti.

“Come territorio ci siamo battuti negli anni, in Italia e in Europa, per tutelare la denominazione originaria ‘carne salada’, proprio per impedirne un uso improprio, e già oggi esistono realtà che utilizzano questo nome.

Per noi e per i trentini il nome è semplicemente ‘carne salada’, non ‘carne salada del Trentino’: per questo riteniamo poco lungimirante aver intrapreso un percorso così complesso per arrivare a una dicitura che nessuno verosimilmente ci avrebbe conteso.

Bisognava crederci fino in fondo e fare ogni sforzo per provare a blindare il nome nella sua forma autentica: ‘carne salada IGP'; altrimenti, si apre la strada, per esempio, a denominazioni come ‘carne salada della Valtellina’ o di altre località, con un effetto di ulteriore disallineamento rispetto alle nostre radici storiche,” ha proseguito il Presidente Rigatti.

La carne salada, la prima a fregiarsi nel 2015 della De.Co. - Denominazione di Origine Comunale, è infatti piatto simbolo della cucina altogardesana e ledrense, con ricette e sapori tramandati da generazioni.

Questo patrimonio gastronomico è stato negli anni consolidato dall’APT attraverso rassegne, menù tematici e progetti dedicati, fino alle iniziative più recenti con il Mese del Gusto.

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