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Un settembre con i tedeschi

ma ottobre senza congressi

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Tra due giorni inizia ufficialmente l'autunno, è ora di bilanci per la stagione turistica più disgraziata della storia. Ma se si chiede agli operatori una prima valutazione, la risposta è sempre quella: «Dipende». Nel senso che dipende da che visuale si sceglie per osservare l'orizzonte. La stagione è andata male, se si guardano i dati assoluti: numeri non ce ne sono ancora, ma ci si aspetta un meno 40%, quando a fine ottobre si tirerà una riga sulle presenze e sui fatturati. Se però si ricordano le previsioni fatte un po' da tutti a marzo, tocca dire che è andata benissimo. Perché dopo metà luglio la gente è arrivata, perché agosto è stato da tutto esaurito e perché a settembre, finora, non ci si può lamentare. Tanto più che finalmente sono tornati gli stranieri, a partire dai tedeschi, che tanto sono mancati quest'estate.
Ecco, partendo da questo, viene da guardare la situazione con un po' di ottimismo. «Attenzione, non dimentichiamoci che abbiamo perso aprile, maggio e giugno. Questo non può cambiare. Agosto siamo andati bene, ma agosto è sempre stato tutto esaurito. Quindi non si è potuto recuperare. Vero è però che questo settembre sta andando molto bene, direi quasi ai livelli degli altri anni. Anche grazie ai tedeschi, che sono tornati» conferma Enzo Bassetti, Unat. E il ritorno della clientela teutonica è una buona notizia non solo perché conferma certezze consolidate e quest'anno messe in discussione da Covid, ma soprattutto perché le presenze straniere impattano diversamente sui fatturati aziendali. «Per gli alberghi non cambia, ma per i ristoranti sì, perché cambiano le abitudini della clientela. Gli stranieri, in generale, cenano molto presto, gli italiani tardi. Quando ci sono molti stranieri, la serata nei ristoranti inizia verso le 18 - 18.30 e va avanti. Significa che con lo stesso numero di coperti si guadagna di più». Da qui un certo entusiasmo, per questo settembre in cui si è sentito più tedesco in strada. Anche se nessuno si nasconde un dato: ottobre non sarà facile. «No, perché manca l'attività congressuale, mancano gli eventi», evidenzia uno sconsolato Bassetti.
Su ottobre gli operatori contano comunque, meteo permettendo, anche se sono consapevoli che non basterà a risollevare la stagione. Il problema è che ad oggi non si è in grado di dire come andrà: «Previsioni è ormai impossibile farne, ma questo vale anche per settembre. Ormai la gente decide di giorno in giorno, a seconda del meteo e di altri aspetti - chiarisce il presidente di InGarda Marco Benedetti - adesso sta ripartendo l'organizzato, ma è ancora poca cosa. Tutto dipende dal meteo: se tiene, ottobre può dare ancora grande soddisfazione, per lo meno per i fine settimana. Magari torneranno gli altoatesini, che abbiamo avuto con numeri importanti a inizio stagione. Su settembre saremo al meno 20%, ma questo è un dato su cui va fatta la tara, perché il 10% degli alberghi ha chiuso».
Insomma, non una grande stagione, ma viste le premesse, ci si accontenta. Consapevoli che si è lavorato in prospettiva: «Importante è stato il lavoro di promozione sulla clientela italiana - conclude Benedetti - un segmento che avevamo un po' trascurato».

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