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FRASSILONGO. Niente più materassi al Bivacco dell'amicizia sul monte Fravort. Dal 22 settembre sono stati rimossi definitivamente: chi vorrà trascorrere la notte nella struttura a 2.347 metri di quota dovrà quindi salire con la propria attrezzatura. Una decisione drastica, presa dai volontari d'alta quota, dopo il ripetersi di episodi di inciviltà e vandalismo e di comportamenti poco rispettosi del lavoro di chi si occupa della manutenzione e della pulizia del bivacco.
«Si mira a disincentivare l'utilizzo del bivacco come luogo dove trasgredire, ubriacarsi (e non solo...), fare danni», scrivono senza troppi giri di parole i volontari. L'elenco di quanto accaduto è lungo: fuochi accesi davanti alla porta, assi conservate per la manutenzione spostate, rotte e bruciate, immondizia, resti di cibo e bottiglie vuote abbandonati nella struttura, ma anche «carta igienica sporca svolazzante attorno alla struttura, fazzoletti ovunque, spesso nascosti sotto le pietre».
A pesare è anche l'atteggiamento con il quale talvolta devono fare i conti gli stessi volontari: «Dopo tutto ciò, si viene pure sbeffeggiati quando si cerca di far comprendere, sempre educatamente, che il bivacco è di tutti e non proprietà di chi lo "occupa" per una notte di sballo», scrivono. E proprio il verbo "occupare" non sarebbe casuale: «Più volte abbiamo trovato la porta chiusa alle 9 del mattino ed a fatica, dopo vari tentativi, ci è stato aperto».
Il bivacco, per quanto sorga in cima alla vetta, non è difficile da raggiungere e questo fatto ha incentivato un uso scorretto dello stesso, trasformandolo gradualmente in un luogo di baldoria, anche se le intenzioni con le quali è stato costruito erano diametralmente opposte.
Non è peraltro la prima volta che attorno al Bivacco dell'amicizia scatta l'allarme. Già due anni fa si era addirittura temuto che la struttura potesse essere andata distrutta dalle fiamme: a fine agosto 2024, in una tarda serata, dalla Valle dei Mocheni erano state avvistate fiamme molto alte proprio sulla vetta del Fravort. Non essendoci informazioni precise erano stati allertati vigili del fuoco, carabinieri e corpo forestale e soltanto nella notte, grazie ai droni dei permanenti di Trento, si era potuto accertare che il bivacco era fortunatamente integro.
Il mattino seguente i volontari avevano però trovato le tracce di un grande falò acceso nelle immediate vicinanze della costruzione e alimentato anche con assi e pezzi di legno conservati sul retro del bivacco. Un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi: le fiamme avrebbero potuto raggiungere la struttura in legno oppure propagarsi alla vegetazione secca della cima, soprattutto in presenza di vento. Quella notte era stata inoltre mobilitata una consistente macchina dei soccorsi.
E anche allora non si trattava del primo campanello d'allarme: il bivacco era già stato preso di mira dai vandali, con l'interno messo a soqquadro e riempito di rifiuti, il vetro di una finestra scheggiato e la palizzata esterna danneggiata.
A distanza di due anni, dunque, senza che il buonsenso abbia prevalso ma, al contrario, con i vandalismi continui, si è arrivati a questa prima decisione.
La struttura era stata realizzata nel 2021 grazie all'impegno del gruppo alpini di Frassilongo, con il sostegno degli alpini di Roncegno, delle rispettive amministrazioni comunali e degli Schützen dell'Alta Valsugana.


