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PERGINE. Sabato 17 gennaio 2026, il teatro comunale di Pergine ospiterà lo spettacolo «Madre Teresa, il coraggio di amare», che viene proposto dalla compagnia «Mendicanti di Sogni», con l'organizzazione di un gruppo di volontari delle Parrocchie di Civezzano, Seregnano e Fornace in collaborazione con associazioni e altre realtà del territorio.
Lo spettacolo dalle 16.30 (biglietti disponibili dalle 15.30 alla biglietteria del teatro) e, in replica, dalle 20.30 (biglietti dalle 17.30) servirà a raccogliere offerte che serviranno a sostenere la ricerca scientifica e le attività di sensibilizzazione dell'Associazione italiana Progeria Sammy Basso (Aiprosab). Sammy Basso, morto di Progeria (o sindome di Hutchinson-Gilford) il 5 ottobre 2024, all'età di 28 anni, era parte integrante di «Mendicanti di Sogni», «compagnia» che raccoglie diversi giovani delle Parrocchie del Vicentino.
Sammy è rimasto nei ricordi e nel cuore del gruppo «Quelli del Grest» riconducibile alla Parrocchia di Civezzano. Quei ragazzi lo avevano incontrato e frequentato in varie occasioni, ricevendone in eredità momenti indimenticabili di dialogo, emozione e riflessione. I ragazzi del Grest decisero di abbracciare la causa di Sammy Basso e di sostenere la ricerca per la cura della malattia.
Così ecco l'idea di organizzare questo evento, per onorare la sua memoria e proseguire il suo messaggio di vita, forza e amore per il prossimo, aggiunge il riferimento del Grest, Luca Caldonazzi.Ricordiamo come, con offerte a sostegno della ricerca a sconfiggere la «Progeria», a Civezzano venne prodotto il grande recital «Betlehem anno zero», con palestra da tutto esaurito nei tre spettacoli del 29 e 30 dicembre 2017.
Ora, appuntamento sabato 17 gennaio al teatro comunale di Pergine. Anche con la presenza di Laura Lucchin e Amerigo Basso (mamma e papà di Sammy), che hanno parlato con noi.
Da poco più di un anno, Sammy è mancato ai vostri affetti. Come siete riusciti a reinterpretare il vuoto che ha lasciato?
“Qui a casa, è veramente difficile. Ma perché lui era «tanto», riempiva tutto di tanta energia, vibrava la sua esuberanza”. Poi, un vuoto. Un silenzio assordante. “Non siamo ancora riusciti a trovare un equilibrio, è veramente difficile. Invece fuori, per fortuna, ci sono tantissimi amici di Sammy che sono anche i nostri, con l'Associazione, il direttivo. Tutto quello che si è mosso attorno a Sammy, anche dopo la sua partenza. Tanta vicinanza di persone che chiedono di fare tante cose per ricordarlo. Continuare a parlare di lui. Questo ci aiuta veramente molto”.
Il 17 gennaio sarete a Pergine Valsugana, al fianco degli interpreti di «Mendicanti di Sogni». Che cosa intendete rimarcare, della figura di vostro figlio?
Lui faceva parte di questa Compagnia. Lui non c'è fisicamente, ma è comunque presente, quindi è un po' portare avanti anche una sua passione. Un grande messaggio, una sorta di continuità, anche perché lui con la comunità di Civezzano ha avuto un bellissimo rapporto per lunghi anni.I promotori dell'iniziativa sono un gruppo di volontari delle Parrocchie di Civezzano, Seregnano e Fornace. Le offerte raccolte andranno a beneficio di Aiprosab che voi dirigete e sostenete.
Cosa volete esprimere agli organizzatori e a chi interverrà?
Vogliamo innanzitutto ringraziarli tantissimo. E' un continuare con quello che da vent'anni porta avanti la nostra associazione, ma anche con quanto faceva Sammy con il suo lavoro. Era diventato «biologo molecolare». Possiamo sostenere i pazienti, ricercare una soluzione, una cura per la Progeria.
Fra questi volontari ci sono vostre conoscenze, che negli scorsi anni avevano ospitato a più riprese Sammy, nell'ambito del «Grest» estivo a Civezzano. Poi, lo spettacolo «Betlehem anno zero» a Civezzano, a sostenere la ricerca. Ci sono risultati?
È importante dire che i ricercatori stanno facendo passi da gigante per la soluzione della Progeria. La chirurgia è cambiata, ci sono risultati impensabili rispetto a qualche anno fa. Ora i ricercatori si sono orientati verso la cura genica, con prospettive molto importanti. Innovativa la tecnica che consiste nel cambiare la «lettera» nel Dna, riscrivendola giusta. Inoltre, appena sarà sistemata, potrà andare a risolvere tante altre malattie partendo dal Dna. Lo studio è stato approntato dallo scienziato David Liu, che lavora a Boston. Con questa tecnica si potrebbero curare quasi tutte le malattie genetiche.
Il «testamento» lasciato da Sammy è stato letto al suo funerale. Degli altri scritti lasciati da Sammy, ci sono lettere indirizzate a suoi amici e colleghi ricercatori. Possiamo svelarne qualche pensiero o confidenza?
Emerge continuamente il ringraziamento a queste persone, per il percorso fatto assieme a lui. Diceva sempre che quanto faceva, era possibile perché aveva tantissime persone attorno. Ai ricercatori diceva che lui continuerà a vegliare su di loro. Li incitava a proseguire, a non fermarsi mai, dicendo che lui sarebbe sempre stato con loro. Suggeriva di fare festa, come piaceva a lui. Ha lasciato un buon «testimone».
Avete mai pensato di avere al vostro fianco, nei vostri affetti di famiglia, un figlio, un altro Sammy?
Abbiamo tutta la comunità dei pazienti con Progeria come era Sammy, che sono praticamente come nostri figli. Noi abbiamo lottato con Sammy, e nella stessa maniera continuiamo a portare avanti questa lotta per trovare una cura per gli altri pazienti. Per noi non fa differenza, tutti sono come nostri figli: una grande famiglia, anche con gli amici di Sammy, come i «Mendicanti».
In Italia, quali livelli sono raggiunti in favore delle istanze in salute pubblica?
Noi conosciamo molto bene la nostra realtà. Sono ancora tante le cose da fare. Diciamo che si può sempre migliorare. Così in ogni campo, mai pensare di essere arrivati, ma sappiamo di tante difficoltà.
Su che cosa si dovrebbe agire per raggiungere pari dignità di vita (in campo sanitario e sostenibilità economica) per ogni sofferenza?
Forse ci vorrebbe più impegno da parte dello Stato per riuscire a curare ognuno, anche perché ci sono delle persone che non possono permetterselo, per problemi economici. Dovrebbe anche cambiare la mentalità di tutti.


