TRENTO. Sarà l'autopsia a stabilire le cause della morte di Clara Palaoro, l'insegnante 56enne di Pergine che si è spenta lunedì dopo otto mesi di coma. Ieri la procura di Vicenza, che indaga sul caso, ha affidato l'incarico. L'esame autoptico sarà effettuato nelle camere mortuarie del Santa Chiara nella giornata di lunedì.

Il 28 gennaio scorso la donna si era sottoposta ad un intervento di chirurgia estetica in una clinica privata di Marostica e dopo l'operazione le sue condizioni di salute erano improvvisamente peggiorate. Trasferita d'urgenza all'ospedale di Bassano già in coma, non si è più risvegliata.

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Una decina di giorni fa era stata colpita da un ulteriore peggioramento delle sue condizioni ed era stata ricoverata al Santa Chiara dove è morta poco dopo l'una del mattino dell'altro ieri.

Già nei mesi scorsi, quando purtroppo le figlie e il compagno avevano compreso che la situazione era irreversibile, i familiari si erano attivati presentando denuncia alla procura della Repubblica di Vicenza, con il pubblico ministero Paolo Fietta che aveva aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato di lesioni personali gravissime, che è stata aggravata ora in omicidio colposo. Fietta ieri ha nominato per l'esame autoptico il professor Andrea Porzionato, medico legale e docente del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Padova.
Secondo la ricostruzione del compagno, la donna era uscita dalla sala operatoria intorno alle 13:10, pallida e confusa. Poco dopo aveva accusato un malore e il 118 sarebbe stato chiamato alle 16:15, quando lei era già in coma. Due gli aspetti da chiarire: l'origine del malore - se dovuto a una reazione al farmaco anestetico o a un'altra complicanza, e se fosse prevedibile - e la gestione dei soccorsi, per accertare eventuali ritardi od omissioni.