TRENTO. Doppio legame alla Marmolada dei due escursionisti che ieri sono stati travolti da una valanga sul Lagorai, in Trentino.

La notizia della tragedia ha lasciato sgomenta la comunità locale e non solo.

La vittima, Arianna Sittoni, perginese di 30 anni, il 3 luglio scorso era salita sul ghiacciaio da un altro versante e venendo poi a conoscenza della tragica valanga che uccise 11 escursionisti, scrisse su Instagram: "Alla montagna non si comanda a volte, ci si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato".

In queste ore sui sociali si rincorrono i messaggi delle tante persone che la conoscevano, che le volevano bene e che sono rimaste profondamente addolorate per la disgrazia. «Te ne sei andata facendo una delle cose che amavi», le scrive un'amica.

«Ciao Ary! La neve sei e sarai sempre tu!», è il messaggio dell'amico Daniele Lazzeri. «Buon viaggio Ary». «Non ci sono parole per così tanto dolore», «Riposa in pace Ari e grazie per la tua dolcezza e disponibilità», si legge in altri messaggi.

Arianna era stata anche attiva nel mondo dell'agonismo nella disciplina dello snowboard.

La neve e la montagna in generale erano le sue grandi passioni: sui social molte le foto che la ritraggono mentra arrampica su pareti rocciose verticali, mentre risale irti pendii con gli sci o durante pause gioiose una volta raggiunte le cime.

Arianna giocava anche a broomball e oggi è arrivato un messaggio di cordoglio dall'Hockey Pergine.

Anche compagno di escursione Guido Trevisan, originario del Veneziano ma da tempo in Trentino, suo vicino di casa a Viarago di Pergine, rimasto ferito in val Campelle, aveva un forte legamne con il ghiacciaio, dove gestiva il rifugio Pian dei Fiacconi, devastato da una slavina nel dicembre 2020a valanga.