PHOTO
VALSUGANA. Povo-Mesiano, Pergine Valsugana, Levico Terme, Borgo Est: sono queste le stazioni ferroviarie in cui, almeno fino al prossimo 30 aprile, non sarà possibile usare gli ascensori che portano al secondo binario o che servono (come a Povo-Mesiano) la fermata.
Gli utenti, da settimane, sono costretti a utilizzare le scale a causa del mancato funzionamento degli elevatori. Poco male per chi è in grado di camminare e non ha bagagli pesanti al seguito. Ma per gli altri viaggiatori si tratta di un disservizio pesante, che compromette l'uso di un mezzo che dovrebbe essere garantito a tutti. E così, ci sia concesso visti i giorni pasquali, le stazioni dei treni diventano stazioni da via crucis.
Sul sito di Rete Ferroviaria Italiana, a cui spetta la manutenzione di questi impianti, alla pagina Infoaccessibilità, si legge: «Per passeggeri su sedia a ruote, o comunque non in grado di servirsi di scale, l'accesso in autonomia ai treni lungo i binari di stazione presuppone che questi siano raggiungibili con un percorso senza barriere (in piano o con ascensore o con rampa) e che non ci sia disomogeneità tra l'altezza del marciapiede di binario e del piano di incarrozzamento del treno (cosa che lungo la Valsugana purtroppo succede ancora). *
Prima di mettersi in viaggio è quindi consigliabile acquisire informazioni (...). Eventuali fuori servizio temporanei degli ascensori potrebbero causare variazioni al grado di accessibilità della stazione. Le indisponibilità di ascensori e rampe sono tempestivamente comunicate online al link "Stato ascensori e rampe di accesso ai binari"».
Ed è proprio qui che è possibile verificare che «per lavori in corso» il binario 2 di Borgo Est non è accessibile con ascensore; lo stesso dicasi per il binario 2 di Levico Terme, per il binario 2 e 3 di Pergine Valsugana e per il binario 1 di Povo-Mesiano. Se per tutti lo stop viene annunciato fino al 30 aprile, un rapido giro permette di vedere che al momento di lavori non c'è neppure l'ombra, così come sul sito di Rfi non si spiega in cosa consistano.
E neppure Trentino Trasporti spa, che gestisce parte delle corse e dei servizi sostitutivi ma non ha alcuna competenza diretta su questi interventi, è stata informata, assicurano i suoi dirigenti.
Il 26 aprile 2026 ricorrerà il 130° anniversario del primo viaggio lungo la Valsugana, ma c'è poco da festeggiare: non si vedono progressi nella elettrificazione della linea; molte corse sono effettuate da autobus sostitutivi (nei feriali 8 su 26 in partenza da Trento e 11 su 28 in partenza da Bassano o Borgo); le stazioni giacciono in uno stato che definire desolante è poco.
Oltre agli scarabocchi di writers ben poco portati verso la street art e a una generale incuria, da segnalare che a Borgo Est l'unica panchina posizionata tra il binario 2 e il binario 3 è inservibile da mesi senza che nessuno abbia pensato di sostituirla. In compenso, chi sale in treno può arrivare tranquillamente a destinazione senza che il controllore si faccia mai vedere. A noi è accaduto quattro volte in 17 giorni: da Borgo a Pergine il 13 marzo, da Pergine a Trento e ritorno il 27 marzo e da Primolano a Pergine il 30 marzo.


