PERGINE. «Non entro nel merito del prezzo di valutazione, ma non possiamo che essere felici che si sia sbloccata la situazione per quanto riguarda il compendio dell'ex Villa Rosa. Era importante trovare un canale di sviluppo».

Il sindaco di Pergine, Roberto Oss Emer, legge con favore la notizia, diffusasi pubblicamente giovedì pomeriggio, della permuta dell'ex Villa Rosa, sul colle del Zucàr, ai conti Spaur per permettere alla Provincia di Trento di entrare in possesso di castel Valer.

Benché ancora non ufficialmente formalizzato l'acquisto, la trattativa pare aver trovato le conferme necessarie: nella partita di scambio (15,6 milioni di euro il valore del castello in val di Non), oltre ad altri quattro immobili in proprietà provinciale (ex casello di San Michele all'Adige, ex Enpas a Trento, ex albergo Panorama a Sardagna, ex scuola per addetti agli sport di montagna a Vermiglio) e cinque milioni di euro, rientra appunto anche l'ex Villa Rosa, stimata dai tecnici provinciali per un valore di 4.632.000 euro.

Costruita nel 1912 dall'architetto perginese Eduino Maoro come casa patrizia (Villa Giulia era il suo nome originario) per il marchese Giulio Dalla Rosa, la villa, dopo la perdita di fortuna del marchese, passò diverse volte di proprietà fino a venir acquistata dall'Inail nel 1951, per divenire convalescenziario nel 1956; nel 1972 passò alla Provincia, e divenne ospedale riabilitativo "per mutolesi e neurolesi".

Il suo sviluppo fino al 2013 è poi noto. In quell'anno, dopo che l'ospedale riabilitativo fu trasferito in città nella nuova collocazione, come più volte riportato su queste pagine il compendio è stato destinato ad un abbandono e degrado ai massimi livelli.

Il futuro dell'ex Villa Rosa, da allora, solo un paio di volte è tornato alla ribalta della cronaca: nell'agosto 2019, quando l'Adige apprese che era in corso una trattativa, con una cordata di privati non trentini, per utilizzare questi spazi e gli edifici come clinica pediatrica, in collegamento con il centro di protonterapia di Trento; e la scorsa primavera, quando da una determinazione del dirigente della Soprintendenza per i Beni Culturali e da un'interrogazione del consigliere provinciale Luca Zeni, si iniziò a parlare della trattativa per l'acquisto di castel Valer.

«Dopo aver sbloccato la situazione anche degli ex Artigianelli - prosegue Oss Emer - e anche con qualche prospettiva per l'ex Cederna, ben venga ora che anche per l'ex Villa Rosa possa delinearsi una nuova prospettiva. Da parte dell'amministrazione comunale c'è la massima disponibilità anche a modificare l'attuale destinazione d'uso, modificando il piano regolatore».

Il compendio attualmente è urbanisticamente inserito in area «Zone per attrezzature e servizi pubblici - F1 area a servizi ad iniziativa pubblica»: «Potrebbe ad esempio - prosegue Oss Emer - essere convertita in struttura sanitaria privata se si volesse farne una casa di riposo, o in struttura scolastica, non residenziale. Sicuramente comunque abbiamo già previsto nel piano delle opere pubbliche l'allargamento e sistemazione della strada di accesso dal retro, dalla strada provinciale 107 in prossimità di Casalino, per allargarla e garantire un'entrata comoda. Non è possibile infatti intervenire sull'altro accesso, da Maso Grillo».