CLES. L'ospedale di Cles è arrivato al limite. "Con oltre 25.000 accessi annui, siamo diventati il terzo presidio ospedaliero del Trentino per affluenza", spiega la consigliera provinciale Paola Demagri del Movimento Casa Autonomia.eu. "Serviamo non solo le Valli del Noce, ma anche l'Altopiano della Paganella e parte della Piana Rotaliana. Eppure la struttura è rimasta ferma agli anni '80".


La situazione del Pronto Soccorso racconta di un sistema allo stremo. "Le barelle occupano la sala d'attesa, i pazienti sostano nei corridoi, la privacy è compromessa da pannelli di fortuna", denuncia Demagri. "Il personale sanitario, nonostante la dedizione, opera in condizioni impossibili. Mancano ambienti riservati, presidi adeguati e spazi per i familiari".


I numeri parlano chiaro: "Dai 19.000 accessi del 2017 siamo passati agli attuali 25.000", continua la consigliera. "È una crescita spinta dall'aumento demografico, dal turismo e dall'allargamento del bacino d'utenza. Non è più una domanda stagionale, ma stabile tutto l'anno".


"Quattro giunte provinciali hanno riconosciuto l'urgenza, ma le soluzioni concrete non arrivano mai", conclude Demagri. "La comunità delle Valli del Noce merita un presidio sanitario sicuro, dignitoso e funzionale". Per questo la sua mozione impegna la Giunta provinciale a predisporre entro sei mesi un piano concreto con tempi certi e risorse adeguate per un ospedale moderno ed efficiente.